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domenica 11 Ottobre 2026

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La Fornero rivede il welfare e parla di tradimenti del patto sociale

Elsa Fornero analizza il declino del welfare e il risveglio delle proteste in Europa.

La professoressa Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro e figura chiave del dibattito italiano sul welfare, ha rilanciato un tema che ha segnato la sua carriera: il tradimento del patto sociale. Dopo anni di austerità e riduzioni di servizi, Fornero ha riconosciuto che la rabbia che alimenta le proteste in Francia e Spagna non è solo un fenomeno transitorio, ma il sintomo di un’evaporazione strutturale dello Stato sociale. La sua analisi, pubblicata su un quotidiano torinese, ha suscitato dibattito e riflessione su come il sistema di welfare italiano sia stato trasformato da una retorica del merito e una deregolamentazione spesso senza scrupoli.

Il patto sociale si è rotto

Secondo Fornero, negli ultimi decenni lo Stato sociale è stato ridefinito in modo ideologico, non più come collante democratico della cittadinanza, ma come zavorra inefficiente che ostacola la competitività. Questo cambiamento ha portato a una profonda trasformazione dei valori collettivi e dei rapporti di potere. La retorica del merito e della responsabilità individuale, purtroppo, ha ignorato la disparità di opportunità e di ascesa sociale, alimentando una crescente frustrazione tra i giovani e i lavoratori.

La rabbia non è solo un fenomeno transitorio, ma il sintomo di un’evaporazione strutturale del welfare.

Le promesse di benessere sono state infrante

Fornero ha sottolineato come le promesse di benessere del passato siano state infrante, lasciando spazio a una crescente disoccupazione e a una concentrazione di ricchezza tra pochi. Questo scenario ha creato un vuoto di prospettive di miglioramento per tanti, nel quale i populismi e i nazionalismi hanno trovato terreno fertile. I movimenti sociali, in particolare, hanno capitalizzato la rabbia di chi si sente escluso e privo di opportunità.

La professoressa ha anche ricordato come, nel 2012, avesse espresso l’idea che i giovani italiani fossero un po’ choosy, cioè schizzinosi riguardo alle offerte di lavoro. Una frase che, oggi, appare come una presa in giro. Fornero ha chiarito che, nonostante le critiche, non si esalta per le piazze roventi, ma vede in esse una sorta di necessità epocale. Le rivolte francesi e spagnole, secondo lei, non sono espressioni di un vuoto nichilismo, ma la reazione all’evaporazione dello Stato sociale come generatore di futuro.

La Fornero e il governo Monti

Domandiamo ancora: quando la cara Elsa evocava le lacrime e il sangue e, assisa nel governo Monti, imponeva l’austerità feroce sulla pelle di famiglie e lavoratori, stava rafforzando il patto sociale? Stava forse mantenendo le promesse di prosperità della democrazia? Stava mettendo al centro il welfare? E quando Monti prometteva di distruggere la domanda interna per sbriciolare di fatto le nazioni, ci stava proteggendo dai cattivi sovranisti e populisti? Lo faceva per il nostro bene? Fornero, pur riconoscendo alcuni aspetti di verità, ha anche sottolineato che il vero pericolo emergente non è la rabbia delle nuove generazioni di immigrati, ma i populismi e i nazionalismi che sfruttano la frustrazione di chi si sente escluso. Senza un’inversione di rotta che rimetta al centro il futuro dei giovani, la difesa delle istituzioni democratiche rischia di diventare una battaglia puramente formale.

  • Lo Stato sociale è stato ridefinito in modo ideologico.
  • La retorica del merito ha ignorato la disparità di opportunità.
  • Le proteste in Europa sono il sintomo di un’evaporazione del welfare.

Fornero, pur riconoscendo alcuni aspetti di verità, ha anche sottolineato che il vero pericolo emergente non è la rabbia delle nuove generazioni di immigrati, ma i populismi e i nazionalismi che sfruttano la frustrazione di chi si sente escluso. Senza un’inversione di rotta che rimetta al centro il futuro dei giovani, la difesa delle istituzioni democratiche rischia di diventare una battaglia puramente formale.

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