Un team di sviluppatori ha pubblicato sette alternative open source alla suite Adobe in una settimana, usando l’intelligenza artificiale per accelerare il processo. Tra il 30 settembre e il 7 ottobre 2026, il progetto, chiamato Crafting Apps, ha visto la nascita di sette applicazioni che cercano di replicare funzionalità di Adobe, come Photoshop, Premiere e Lightroom. Il lavoro, condotto con l’aiuto di un modello di intelligenza artificiale, ha prodotto oltre un milione e mezzo di righe di codice, un risultato che ha lasciato sbalorditi molti osservatori del settore.
Un progetto che sfida il monopolio
Il progetto, che ha visto la partecipazione di un team di sviluppatori, ha cercato di replicare le funzionalità di Adobe, ma non solo in termini di design, ma anche di codice e di performance. La prima versione di PhotoCraft, un editor di immagini che cerca di riprodurre le funzionalità di Photoshop, è stata caricata su GitHub. Il lavoro è stato svolto in modo intensivo, con centinaia di commit pubblicati ogni giorno, e ha visto la partecipazione di diversi sviluppatori, tra cui Brandon Thomas, il fondatore del progetto.
Il team ha utilizzato un approccio innovativo per sviluppare le app, basandosi su un manuale dettagliato che ha guidato l’IA nel processo di scrittura del codice.
Il team ha utilizzato un approccio innovativo per sviluppare le app, basandosi su un manuale dettagliato che ha guidato l’IA nel processo di scrittura del codice. Il manuale, chiamato Agents.md, ha spiegato come organizzare il codice, quali regole non violare e come dividere i compiti tra i vari agenti. Il lavoro è stato svolto in parallelo, con diversi sviluppatori che hanno contribuito al progetto, ma senza alcuna interazione diretta tra di loro. Il codice è stato scritto interamente in Rust e ha funzionato su sistemi operativi come Mac, Windows e Linux.
Un futuro in cui l’IA cambia il software
Il progetto delle Crafting Apps ha dimostrato come l’IA possa cambiare radicalmente il modo in cui si sviluppano le applicazioni. Il team ha utilizzato un approccio che ha permesso di produrre un codice di alta qualità, ma anche di risolvere problemi complessi che prima richiedevano anni di lavoro. Il progetto ha anche mostrato come l’IA possa essere utilizzata per creare software open source, un’idea che potrebbe rivoluzionare il settore del software.
Il progetto ha anche mostrato i limiti dell’IA, con le app che, pur funzionando, non sono perfette e richiedono ulteriori miglioramenti.
Nonostante i successi, il progetto ha anche mostrato i limiti dell’IA. Le app, pur funzionando, non sono perfette e richiedono ulteriori miglioramenti. Il team ha riconosciuto che il lavoro non è completo e che ci sono ancora molte funzionalità da aggiungere. Tuttavia, il progetto ha dimostrato che l’IA può essere un potente strumento per accelerare lo sviluppo del software, e potrebbe aprire la strada a nuove opportunità per i sviluppatori e per i utenti.



