La stagione dei funghi, in corso in tutta Italia, vede ogni anno migliaia di appassionati impegnati nella ricerca di queste prelibatezze naturali. Tuttavia, la passione per la raccolta può portare a situazioni di rischio, tanto che il Soccorso Alpino e Speleologico ha lanciato un appello alla massima cautela. L’esperto Valerio Montonati, agronomo e micologo, ha sottolineato l’importanza di uscire sempre preparati, meglio in gruppo, e di non raccogliere funghi di cui non si conosce la natura. La corretta fruizione del bosco, come spiegato su La Materia del Giorno, richiede attenzione, attrezzatura adeguata e una conoscenza approfondita delle specie.
Attrezzatura e sicurezza: le regole del Soccorso Alpino
Per chi si dedica alla ricerca dei funghi, è fondamentale utilizzare un abbigliamento a strati con pantaloni lunghi e colori ben visibili, in modo da facilitare la localizzazione da parte dei soccorritori in caso di emergenza. Gli esperti sconsigliano gli stivali di gomma, privi della stabilità necessaria, e preferiscono gli scarponi da montagna con suola scolpita ad alta aderenza. L’uso di bastoncini da trekking è altresì raccomandato per bilanciare il peso e migliorare la stabilità. Nello zaino non dovrebbero mai mancare acqua, scorte alimentari, una lampada frontale, una mappa del territorio e un telefono cellulare ben carico con una batteria di riserva.
La prevenzione è la chiave per evitare incidenti. L’installazione preventiva delle app 112 Where Are U e GeoResQ sul telefono cellulare è consigliata per trasmettere immediatamente le coordinate geografiche esatte ai soccorritori in caso di emergenza. Il Soccorso Alpino ha rinnovato l’invito alla massima cautela, ricordando che la prevenzione costituisce un elemento imprescindibile per vivere la natura in piena sicurezza.
Le normative regionali e il progetto di legge in Lombardia
La Lombardia, attraverso il Progetto di Legge n. 137, intitolato “Lombardia terra di funghi e tartufi”, ha introdotto nuove regole per la raccolta. La legge prevede la gratuità della raccolta su scala regionale, con un limite massimo di 3 chilogrammi giornalieri a persona e un divieto di ricerca nelle ore notturne. L’obbligo di raccolta esclusivamente manuale e il trasporto in contenitori aerati, come i cestini di paglia, sono tra le misure più significative. Vengono altresì definite le dimensioni minime del cappello per le specie pregiate, mentre la misura promuove l’istituzione dell’Osservatorio regionale e della “Giornata regionale funghi e tartufi”.
La raccolta deve rispettare l’ambiente e la sicurezza. La Prefettura di Varese ha inviato una circolare rivolta ai sindaci, alle istituzioni scolastiche, alla Provincia, alle Comunità Montane e all’ATS Insubria, con l’obiettivo di diffondere il vademecum e ridurre la frequenza degli incidenti sul territorio. L’iniziativa punta a coinvolgere anche gli studenti come veicolo educativo verso le famiglie e gli anziani. L’opuscolo “Sicuri a cercar funghi”, liberamente scaricabile dal portale sicurinmontagna.it, contiene tutti i dettagli operativi per una ricerca sicura e responsabile.
Per chi non raccoglie determinate varietà, l’indicazione è chiara: non bisogna distruggerli, poiché anche i funghi velenosi hanno una funzione ecologica fondamentale. L’esperto Valerio Montonati ha ribadito la necessità di concentrarsi sulle specie che si conoscono perfettamente e di non raccogliere funghi di cui non si è certi. Infine, il micologo ha sottolineato la regola primaria per chi frequenta la montagna: la prima è guardare le previsioni meteorologiche e non uscire se sono previste condizioni pericolose. Non vale la pena rischiare la vita per una cesta di funghi.
- Attrezzatura adeguata e attenzione a dove si mettono i piedi
- Preparazione fisica e valutazione delle condizioni meteo
- Utilizzo di app per il soccorso e informazioni su 112
- Normative regionali e progetti di legge per la raccolta



