La stagione influenzale nell’emisfero settentrionale sembra partita in anticipo, con dati inquietanti che segnalano un aumento insolito dei casi positivi. Secondo i dati raccolti negli Stati Uniti, nella settimana conclusa il 26 settembre, l’H1n1 rappresentava il 96 per cento dei casi positivi, mentre l’H3n2 sfiorava il 4 per cento e il virus dell’influenza B non era stato rilevato. Questo scenario segna un cambiamento rispetto all’anno scorso, quando era emersa una nuova variante dell’H3n2 chiamata subclade K. La mutazione G155e, presente in diversi ceppi dell’H1n1, sta suscitando preoccupazioni tra gli esperti.
Una mutazione che sfugge all’immunità
La mutazione G155e, presente in diversi ceppi dell’H1n1, rende il virus più difficile da riconoscere per gli anticorpi preesistenti. “È emerso che vari ceppi in cui è presente la mutazione G155e sono più difficili da riconoscere per gli anticorpi preesistenti”, spiega Jesse Bloom, virologo del Fred Hutchinson cancer center di Seattle. I dati raccolti da Alex Greninger, virologo dell’università di Washington a Seattle, indicano che la mutazione è presente in 13 dei 17 campioni analizzati, con sequenze genetiche sufficientemente complete per identificare le mutazioni. Questa mutazione era già stata evidenziata in uno studio pubblicato sul server di prestampe bioRxiv, prima della revisione paritaria.
La mutazione G155e ha reso più complessa la protezione immunitaria, soprattutto nei confronti di ceppi che non sono stati esposti in precedenza. Gli anticorpi prelevati da adolescenti e giovani adulti erano particolarmente inadatti a riconoscere la variante, probabilmente perché molte persone in questa fascia d’età non erano mai state esposte a virus H1n1 con caratteristiche simili. L’analisi suggerisce che la stagione influenzale potrebbe essere relativamente più grave a causa di ceppi in grado di sfuggire all’immunità.
Un vaccino che potrebbe non bastare
La composizione dei vaccini contro l’influenza viene stabilita in base alle mutazioni genetiche, con l’obiettivo di proteggere la popolazione contro i virus che hanno una maggiore probabilità di circolare nei mesi successivi. Tuttavia, queste decisioni sono prese con mesi d’anticipo, mentre i virus continuano a mutare. Questo significa che spesso i vaccini non combaciano con i ceppi in circolazione. Quest’anno, le componenti del vaccino per contrastare l’H3n2 e l’influenza B sembrano adatte ai virus in circolazione, spiega Scott Hensley, virologo dell’università della Pennsylvania a Philadelphia.
Per quanto riguarda l’H1n1, invece, se i ceppi con la mutazione G155e dovessero diventare dominanti, il vaccino potrebbe non essere particolarmente efficace. Nonostante la scarsa corrispondenza con i ceppi dominanti, il vaccino dell’anno scorso si era comunque dimostrato capace di riconoscere il virus H3n2, garantendo una discreta efficacia. Per tutti è importante fare il vaccino, che è in grado di assicurare un buon grado di protezione anche quando non è perfettamente allineato con i virus in circolazione.
La stagione influenzale potrebbe essere relativamente più grave a causa di ceppi in grado di sfuggire all’immunità, afferma Bloom. L’analisi, insieme ai primi dati di sequenziamento provenienti dal laboratorio di Greninger, suggerisce che la stagione influenzale potrebbe essere relativamente più grave a causa di ceppi in grado di sfuggire all’immunità. La preoccupazione cresce, ma per ora non è ancora chiaro se si tratti di una stagione più intensa o semplicemente di un inizio precoce. La preoccupazione cresce, ma per ora non è ancora chiaro se si tratti di una stagione più intensa o semplicemente di un inizio precoce. La situazione richiede una maggiore attenzione da parte dei sanitari e della popolazione, soprattutto in vista dell’imminente stagione influenzale. La combinazione di mutazioni e cambiamenti nella distribuzione dei virus potrebbe influenzare la gravità della stagione, ma non è ancora possibile prevedere con certezza.



