Álvaro Pulido, imprenditore colombiano accusato di corruzione e tangenti in Venezuela, è stato arrestato dagli Stati Uniti. L’uomo, 62 anni, è stato catturato in seguito a un’indagine congiunta tra DEA, FBI e HSI, e dovrà comparire martedì davanti a un tribunale federale di Miami. Le accuse riguardano un sistema di tangenti legate a contratti pubblici per l’importazione di alimenti, medicinali e abitazioni a basso costo, in un contesto di grave crisi economica e sociale. La sua vicenda si intreccia con quella di Alex Saab, ex socio e figura vicina al presidente Nicolás Maduro, che ha già collaborato con le autorità statunitensi.
Un sistema di corruzione internazionale
Secondo le autorità statunitensi, Pulido e Saab avrebbero creato una rete di società offshore per trasferire tangenti ad alti funzionari venezuelani vicini a Maduro. L’indagine ha rivelato appalti per oltre 2 miliardi di dollari, con contratti che riguardavano la fornitura di beni essenziali a un popolo in difficoltà. La procura del Distretto meridionale della Florida ha anche segnalato precedenti di Pulido legati al traffico di droga, con una condanna in Italia nel 1997 con l’alias Germán Enrique Rubio.
La cattura di Pulido è il risultato di un’indagine congiunta tra DEA, FBI e HSI, con una ricompensa fino a 10 milioni di dollari offerta per informazioni che portassero al suo arresto. Il procuratore generale aggiunto degli Stati Uniti, Todd Blanche, ha accusato Pulido di aver sfruttato programmi governativi per arricchirsi, danneggiando la popolazione venezuelana. La sua collaborazione potrebbe rappresentare un elemento importante per gli investigatori, mentre il procedimento apre un nuovo capitolo nell’inchiesta sui rapporti tra affari, corruzione e potere politico in Venezuela.
La collaborazione di Alex Saab
La sua vicenda si intreccia con quella di Alex Saab, che è stato estradato negli Stati Uniti da Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela. Saab, anch’egli colombiano, ha dichiarato colpevolezza e ha concordato di restituire 195 milioni di dollari, circa 174 milioni di euro, riconducibili alle attività illecite contestate. La sua collaborazione potrebbe aiutare gli investigatori a comprendere meglio i meccanismi di corruzione legati al governo venezuelano. Le autorità venezuelane non hanno commentato la detenzione di Pulido, in un momento delicato per Delcy Rodríguez, che deve mantenere gli equilibri interni alla coalizione di governo mentre Washington aumenta la pressione affinché il Venezuela arresti e consegni agli Stati Uniti esponenti ricercati per reati come corruzione e traffico di droga. La sua carriera politica, prima di assumere la presidenza ad interim, era legata alla figura di vicepresidente, con un ruolo chiave nell’operazione anticorruzione nel settore petrolifero.
La procura del Distretto meridionale della Florida ha inoltre richiamato precedenti di Pulido legati al traffico di droga, con una condanna in Italia nel 1997 con l’alias Germán Enrique Rubio. L’indagine ha rivelato appalti per oltre 2 miliardi di dollari, con contratti che riguardavano la fornitura di beni essenziali a un popolo in difficoltà. La sua collaborazione potrebbe rappresentare un elemento importante per gli investigatori, mentre il procedimento apre un nuovo capitolo nell’inchiesta sui rapporti tra affari, corruzione e potere politico in Venezuela.



