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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Bari presenta candidatura per Capitale europea del piccolo commercio 2027

Bari ha inviato il dossier per candidarsi a Capitale europea del piccolo commercio 2027, puntando su politiche innovative per il commercio urbano.

Bari ha inviato il dossier per candidarsi a Capitale europea del piccolo commercio 2027, un riconoscimento che mette in luce il ruolo chiave del commercio urbano nella coesione sociale e nella resilienza economica. La candidatura, presentata dal Comune, si basa su un percorso di investimenti e politiche dedicate al settore, con l’obiettivo di promuovere il commercio come motore di crescita e inclusione. La decisione è stata presa in sede di giunta e si inserisce in un contesto di crescente interesse per l’innovazione nel settore del piccolo commercio, in linea con le iniziative dell’Unione europea.

Un impegno per il futuro del commercio

La candidatura di Bari si fonda sul lavoro sviluppato negli anni attraverso il programma d_Bari, un sistema di politiche comunali dedicato al commercio urbano. Questo programma ha sostenuto centinaia di attività commerciali e ha promosso interventi su negozi, strade e mercati, con l’obiettivo di rafforzare la vitalità dei centri urbani. Tra le misure concrete nate da questo percorso, si segnala “Un negozio non è solo un negozio”, “Impresa Prossima”, “Bari Artigiana”, “Scuola Barese del Commercio” e “Strade Vive”. L’investimento in questi ambiti ha superato i 12 milioni di euro, con l’obiettivo di alzare l’asticella e continuare a innovare.

Un progetto per il commercio del futuro

Il programma “Capitali europee del piccolo commercio” (European Capital of Small Retail – ECoSR) è un’iniziativa dell’Unione europea volta a premiare e promuovere le città che si distinguono nel sostenere il piccolo commercio al dettaglio. L’obiettivo è riconoscere e valorizzare sistemi di supporto esemplari, evidenziare percorsi di transizione digitale e verde, promuovere lo scambio di buone pratiche tra autorità locali e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto economico e sociale del settore. Bari, con la sua candidatura, intende dimostrare come il commercio possa essere una leva per la coesione sociale e la resilienza economica.

Il sindaco Vito Leccese ha sottolineato che la candidatura rappresenta una sfida importante per la città, ma che ciò che conta è il percorso che ha portato a questa scelta. «Non vogliamo restare a guardare questo cambiamento né limitarci a raccontarlo con nostalgia», ha detto. «Ci sono aree della città che vivono difficoltà e processi di desertificazione commerciale che non possiamo ignorare, ma accanto a queste esiste una Bari che investe, apre attività, innova, sperimenta nuovi modelli e costruisce comunità. Per questo non vogliamo difendere il commercio di ieri, ma accompagnare e costruire quello di domani».

L’assessore allo Sviluppo economico, Pietro Petruzzelli, ha sottolineato l’importanza del progetto come modo per accendere i riflettori sulla città e sulle azioni realizzate. «Negli ultimi anni abbiamo investito più di 12 milioni di euro per innovare il settore, ora intendiamo alzare l’asticella perché crediamo fermamente siano ancora tante le azioni possibili da realizzare. Se il commercio cresce, cresce la nostra stessa comunità», ha affermato. A novembre si saprà quali saranno le 9 finaliste che dovranno sviluppare un progetto da presentare alla giuria. Il nome del vincitore sarà comunicato a Bruxelles tra gennaio e febbraio prossimi. La candidatura di Bari rappresenta un passo significativo per il commercio urbano e per la sua capacità di trasformare le sfide in opportunità di crescita e inclusione.

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