L’FMI ha lanciato un allarme sui crescenti rendimenti dei bond e sul rischio di un ulteriore aumento del debito pubblico in diversi Paesi, con la Francia che emerge come uno dei principali bersagli. L’organizzazione ha sottolineato come l’aumento dei tassi di interesse sui Titoli di Stato sta mettendo sotto pressione i bilanci governativi, in un contesto in cui il rapporto debito-PIL mondiale si avvicina al 100%, un livello record dal dopoguerra. La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha risposto con un chiaro invito alla Francia a prendere misure di bilancio interne per risolvere la situazione.
Debito pubblico e rendimenti in aumento
Secondo il rapporto “Rising Sovereign Yields Raise the Fiscal Stakes”, firmato da Rodrigo Valdes, responsabile della divisione degli Affari fiscali dell’FMI, i rendimenti dei Titoli di Stato sono in aumento in tutto il mondo, con conseguenze dirette sui costi di servizio del debito. Le previsioni indicano che il costo medio effettivo degli interessi sul finanziamento dei governi salirà dal 2,3% del 2021 al 3,7% entro il 2031, un incremento che si accompagna alla crescita del debito e al conseguente aumento della spesa per interessi a livello globale.
Il balzo dei rendimenti dei Titoli di debito dei Paesi del G7 è sotto gli occhi di tutti, e si spiega con la massiccia ondata di vendite che si è riversata sulle obbligazioni sovrane. In un anno, i rendimenti decennali dei Bund tedeschi scambiati sul mercato secondario sono balzati di 85 punti base, mentre i rendimenti dei Titoli di Stato UK sono saliti di 82 punti base. Peggio hanno fatto i BTP e gli OAT, che hanno visto schizzare i rendimenti rispettivamente di 113 e 143 punti base.
La Francia si trova al centro dell’attenzione per la sua crescita del deficit-PIL e per le imminenti elezioni presidenziali.
La Francia e le elezioni presidenziali
Nelle ultime settimane, l’ansia è montata soprattutto sui Titoli di Stato francesi OAT, che hanno pagato i timori degli investitori sulla capacità di Parigi di mettere un freno alla crescita del deficit-PIL, a fronte della grande incognita rappresentata dalle imminenti elezioni presidenziali. Il rapporto debito-PIL della Francia si avvicina al 120%, un livello che ha reso i mercati particolarmente preoccupati. La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha sottolineato che la soluzione principale e prioritaria deve arrivare dalla Francia stessa e riguarda le politiche di bilancio. “Ci sono circostanze specifiche che fanno sì che alcuni Paesi siano più colpiti di altri, e la Francia ne è un esempio”, ha detto Lagarde, aggiungendo che “la soluzione non è esterna, ma si trova a casa”. Ha escluso per ora la necessità di attivare lo scudo anti spread, lo strumento TPI, che la BCE ha annunciato nel luglio 2022 per contrastare le dinamiche disordinate sui mercati obbligazionari dell’Eurozona.
Valdes ha messo in guardia i governi sottolineando che l’aumento dei rendimenti si sta aggiungendo ai problemi fiscali già presenti.
Valdes ha messo in guardia i governi sottolineando che l’aumento dei rendimenti si sta aggiungendo ai problemi fiscali già presenti, in un momento in cui il rapporto debito-PIL del mondo, in media, sta per salire al 100%, record dalla Seconda Guerra Mondiale, lasciando ai Paesi margini di manovra più limitati. Il funzionario del Fondo ha ricordato i fattori che stanno spingendo al rialzo i rendimenti dei bond sovrani: lo shock dei prezzi del petrolio, la persistenza dell’inflazione, una domanda più forte di investimenti e le maggiori aspettative di crescita futura legate all’intelligenza artificiale (AI).
“I fondamentali dei conti pubblici restano un fattore centrale”, ha sottolineato Valdes, ricordando che “nelle principali economie avanzate, l’elevato livello del debito, le pressioni sulla spesa pubblica e la prospettiva di ingenti emissioni di obbligazioni governative negli anni a venire stanno esercitando una pressione al rialzo sui rendimenti richiesti dagli investitori per detenere titoli di Stato a più lunga scadenza”. L’FMI ha quindi invitato i governi a prendere misure concrete e credibili per far sì che “la traiettoria dei debiti segua un percorso sostenibile, per contenere i costi di indebitamento e limitare le ricadute sul resto del mondo”.



