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mercoledì 14 Ottobre 2026

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La manifestazione Milonia e l’ombra di Amarena: il Parco chiede trasparenza

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise solleva critiche sulla manifestazione Milonia, in cui è presente un espositore legato al caso Amarena.

La manifestazione Milonia, che si è svolta il 10 e 11 ottobre a Cesoli, frazione di Ortona dei Marsi, è finita al centro di una polemica che tocca una delle ferite più profonde del territorio marsicano: la morte dell’orsa Amarena. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha espresso preoccupazione per la presenza di un espositore legato al caso giudiziario relativo all’uccisione dell’orso, avvenuta il 31 agosto 2023. La questione non riguarda il corso della giustizia, ma la responsabilità etica e istituzionale di chi organizza e partecipa a un’iniziativa pubblica.

La responsabilità di chi organizza

Il Parco ha chiarito che la sua partecipazione alla manifestazione non implica un controllo sulle scelte commerciali, ma che la presenza di un espositore con un legame al caso Amarena non poteva essere considerata irrilevante. «Milonia non è un evento del Parco», ha sottolineato l’Ente, ricordando che la scelta degli espositori spettava alla Pro Loco di Cesoli. Tuttavia, il Parco ha espresso la sua preoccupazione per la mancata informazione, che avrebbe permesso una valutazione consapevole della presenza dell’attività commerciale.

La vicenda ha suscitato indignazione, soprattutto per il significato simbolico del contesto. L’orsa Amarena era un simbolo della conservazione dell’orso bruno marsicano, e la sua morte aveva suscitato un’ondata di dolore e indignazione in tutta la regione. La manifestazione, che doveva celebrare le eccellenze del territorio, è diventata un campo di tensione tra tradizione e sensibilità ambientale.

La scelta delle immagini e la rappresentazione dell’evento

Il Parco ha anche sollevato un’altra questione: la selezione di alcune fotografie pubblicate sulla pagina Ortona dei Marsi Prima Pagina. Secondo l’Ente, alcune immagini, tra cui quelle dello stand del Parco e dell’attività commerciale contestata, sono state accostate verticalmente, creando un’immagine parziale dell’evento. «Isolare due fotografie da un insieme molto più ampio rischia di offrire una rappresentazione parziale della manifestazione», ha affermato il PNALM. La critica è esplicita: una selezione delle immagini può orientare la percezione dei fatti, soprattutto quando riguarda una vicenda emotivamente delicata come quella di Amarena. Il Parco ha sottolineato che la ricostruzione degli avvenimenti dovrebbe tenere conto dell’intero contesto, evitando che singoli dettagli vengano utilizzati per suggerire rapporti o responsabilità non dimostrati.

La vicenda di Milonia ha coinvolto anche l’Amministrazione comunale di Ortona dei Marsi, che ha preso pubblicamente le distanze dalle scelte organizzative, riconducendole alla sola Pro Loco di Cesoli. La morte di Amarena aveva riportato al centro del dibattito nazionale il tema della convivenza tra esseri umani e grandi carnivori, insieme alle difficoltà e alle responsabilità che accompagnano la presenza dell’orso nei territori abitati.

La responsabilità non è solo degli organizzatori

La questione sollevata dal Parco non riguarda solo la manifestazione, ma anche il significato concreto dell’essere una comunità a misura d’orso. Essere una Bear-Smart Community non significa soltanto promuovere iniziative ambientali, ma anche affrontare i nodi più delicati e assumersi una responsabilità collettiva rispetto al messaggio che il territorio sceglie di trasmettere. Il Parco, intanto, ribadisce la volontà di proseguire il proprio lavoro nei territori, al fianco delle comunità locali e con determinazione nella tutela dell’orso bruno marsicano. La vicenda di Milonia lascia aperta una questione che riguarda il futuro stesso della Valle del Giovenco: la tutela dell’orso non può essere soltanto uno slogan, ma deve tradursi in scelte trasparenti e in un dialogo tra istituzioni, associazioni e cittadini.

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