Il Consiglio dei Ministri ha approvato la struttura del nuovo Codice della strada, che entrerà in vigore il primo gennaio 2028. La riforma introduce numerose novità per automobilisti, motociclisti e autisti professionali, con modifiche significative su sanzioni, limiti di velocità, guida autonoma e norme per i trasporti. L’obiettivo è migliorare la sicurezza stradale e razionalizzare le sanzioni, mantenendo un equilibrio tra deterrenza e proporzionalità.
sanzioni e velocità
Una delle principali novità riguarda le sanzioni per eccesso di velocità. La multa si calcola in base al km/h eccedenti, mantenendo lo schema già presente nelle vecchie bozze. Ad esempio, se in città con un limite di 50 km/h si viaggia a 65 km/h, la sanzione sarà di 75 euro. In presenza di un limite di 90 km/h, se si viene beccati a 105 km/h, la multa sarà di 150 euro. L’obiettivo è garantire un adeguato bilanciamento tra finalità deterrente e proporzionalità della sanzione. Le sanzioni sono state razionalizzate, con un arrotondamento al ribasso degli importi rispetto alla legislazione vigente. I minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro. Inoltre, viene introdotto il divieto di circolazione a tempo indeterminato per chi non rispetta le norme di assicurazione.
guida autonoma e veicoli elettrici
Il testo del nuovo Codice della strada include anche una sezione dedicata alla guida autonoma, eliminando il riferimento al fatto che il veicolo debba necessariamente essere condotto da un conducente. La proposta prevede che questi veicoli possano, in una fase non ancora definitiva, circolare esclusivamente negli ambiti d’impiego definiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa europea. Per i monopattini elettrici, invece, sarà introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. Inoltre, vengono introdotti nuovi obblighi per i cicli a propulsione, come l’obbligo di casco e contrassegno, specialmente per le bici utilizzate dai rider.
limiti d’età e novità per i disabili
Un altro aspetto significativo riguarda il limite d’età per i trasporti professionali. Il limite anagrafico per il trasporto professionale con tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di verifica biennale. Questo cambiamento mira a garantire una maggiore flessibilità per i professionisti del settore.
Per i disabili, il nuovo testo semplifica le procedure relative al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE). Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, per garantire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano. In caso di inadempienza, non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle Zone a traffico limitato (ZTL). Le novità sono davvero molte, ma rispetto al testo iniziale notiamo che manca qualcosa. Il testo approvato passa ora all’esame del Parlamento, e l’entrata in vigore è attesa per il primo gennaio 2028. Il nuovo Codice della strada rappresenta un passo importante per la sicurezza stradale e la modernizzazione del sistema di trasporti in Italia.



