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giovedì 15 Ottobre 2026

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Marine Le Pen elogia Meloni: «Una politica coerente che non è mai cambiata»

Marine Le Pen elogia Melonia per la coerenza politica, annuncia sfida con Bruxelles sul bilancio Ue.

Un elogio per la coerenza politica

Marine Le Pen ha espresso la sua stima per Giorgia Meloni, definendola «una politica coerente che non è mai cambiata». L’affermazione, fatta durante un’intervista al Financial Times, arriva in un contesto di crescente tensione tra la destra europea e le istituzioni comunitarie. La leader del Rassemblement National ha riconosciuto la coerenza della presidente del Consiglio italiana, ma ha chiarito che, in caso di vittoria alle presidenziali francesi del 2027, non intende ammorbidire le proprie posizioni sull’Unione europea. «Non ho intenzione di perdere le mie convinzioni», ha dichiarato Le Pen, sottolineando la sua volontà di mantenere una linea dura nei confronti delle istituzioni europee. Le Pen riconosce la coerenza di Meloni, ma non intende cedere sui principi.

Una sfida con Bruxelles sul bilancio

La leader del Rassemblement National ha annunciato una «prova di forza» con Bruxelles, mirata a ridurre il contributo francese al bilancio UE di 11 miliardi di euro. L’obiettivo è ulteriore risparmio negli anni successivi, ma la proposta incontra un ostacolo nei trattati europei, che vietano il finanziamento monetario diretto degli Stati. «Sappiamo che ci sarà un dibattito difficile, persino una prova di forza. Ma abbiamo la volontà e la convinzione di poterci riuscire», ha affermato Le Pen. La riduzione unilaterale dei versamenti violerebbe i trattati, ma la leader francese non esclude la possibilità di modificare gli obblighi attuali attraverso un accordo con gli altri 26 Stati membri.

Le Pen punta a ridurre il contributo francese al bilancio UE, ma rischia di violare i trattati. La sfida a Bruxelles rappresenta un ulteriore passo nella sua strategia di riconquistare il controllo politico e finanziario per gli Stati membri. Le Pen ha anche espresso la sua intenzione di modificare gli equilibri politici europei attraverso i prossimi appuntamenti elettorali in Francia, Italia, Spagna e Polonia.

Sul fronte economico, Le Pen ha ammesso che il debito pubblico francese, che arriva al 119% del Pil, rappresenta il principale ostacolo al suo programma. Nonostante ciò, ha difeso il piano quinquennale da 140 miliardi di euro per ridurre il deficit, attraverso tagli alla spesa pubblica e riduzioni fiscali. Il programma prevede anche sgravi per i consumatori e tutele per i pensionati. «La politica è, in realtà, una questione di convinzioni confrontate con i vincoli», ha affermato Le Pen, rifiutando le preoccupazioni degli economisti che temono un rallentamento della crescita. A suo giudizio, tagli fiscali alle imprese e deregolamentazione possono rilanciare l’economia francese. «Faremo entrambe le cose: tagli massicci alla spesa statale e rilancio dell’economia», ha concluso.

La leader del Rassemblement National ha anche criticato la Banca centrale europea, sostituendo la sua posizione con una richiesta di maggiore flessibilità nel finanziamento dei prestiti per la transizione energetica e la difesa. «La Bce non deve essere considerata un dinosauro fossilizzato, ma uno strumento capace di rispondere alle necessità economiche e strategiche dell’Europa», ha affermato. La proposta incontra però un ostacolo nei trattati, che vietano il finanziamento monetario diretto degli Stati. Le Pen ritiene che queste regole possano essere interpretate con maggiore flessibilità e definisce i trattati «un po’ malleabili». Le Pen propone un piano economico ambizioso, ma si confronta con limiti legali.

La sua strategia mira a riscrivere le regole e la storia dell’Europa, dal suo interno, attraverso un’alleanza con leader come Meloni. La leader francese ha anche messo in dubbio la possibilità che von der Leyen possa restare alla guida dell’esecutivo comunitario fino al 2029, affermando che «non gode più della fiducia di molti governi dell’UE». La sua critica alla Commissione europea si basa su una percezione di disprezzo nei confronti dei processi democratici in Europa. Le Pen ha anche espresso la sua intenzione di modificare gli equilibri politici europei attraverso i prossimi appuntamenti elettorali in Francia, Italia, Spagna e Polonia.

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