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giovedì 15 Ottobre 2026

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Palantir, il controllo dei dati e la sovranità tecnologica in Europa

Palantir, azienda statunitense, ha contratti con undici governi europei, tra cui l’Italia, per un totale di 1,4 miliardi di euro. La sovranità tecnologica e i rischi per la privacy sono al centro del dibattito.

Undici governi europei, tra cui l’Italia, hanno stipulato contratti con Palantir, azienda statunitense fondata da Peter Thiel e Alex Karp, per un valore complessivo di almeno 1,4 miliardi di euro. L’inchiesta condotta da Follow the Money e altri partner internazionali ha rivelato un’ampia presenza dell’azienda in settori come difesa, intelligence e sicurezza, con un impatto significativo su diversi Stati membri dell’Unione Europea. La società, che genera tre quarti del suo fatturato negli Stati Uniti, ha trovato un mercato rilevante anche in Europa, dove la sua influenza si estende a governi, polizie e agenzie di intelligence.

La sovranità tecnologica e i rischi per la privacy

La dipendenza dei paesi europei da Palantir solleva preoccupazioni per la sovranità tecnologica e la gestione dei dati sensibili. L’esperta Elke Schwarz, della Queen Mary University di Londra, ha sottolineato che dipendere da un’azienda che sostiene l’agenda America First di Trump potrebbe essere rischioso per la sicurezza nazionale. «Quando si parla di sicurezza nazionale – ha detto – dipendere da un soggetto che dichiara apertamente che un altro Stato, in questo caso gli USA, ha la priorità assoluta, è assai rischioso».

La società ha risposto alle domande rivolte durante l’inchiesta sottolineando che la sovranità tecnologica dovrebbe essere misurata in ultima analisi da chi controlla i dati, le decisioni e la missione, non semplicemente dalla nazionalità del fornitore del software. Palantir ha anche affermato di non possedere, vendere o riutilizzare i dati dei clienti, sottolineando che sono i clienti a controllare quali dati vengono elaborati e come.

Contratti in Italia e la segretezza intorno ai dati

In Italia, il primo accordo ufficiale con Palantir risale al 2013, quando Sogei, controllata dal ministero dell’Economia, ha acquistato 49mila euro per la sperimentazione del prodotto. Sogei ha chiarito che si trattò di un contratto «di prova», senza sviluppi ulteriori e senza utilizzo attuale dei prodotti Palantir. La segretezza intorno ai dati e alle forniture è oggetto di critiche, con l’esperta Francesca Bria che ha sottolineato il dovere di chiarire chi controlla i dati in un’infrastruttura critica. Il ministero della Difesa italiano, come rivelato da Domani, ha acquistato software Palantir per almeno 6,2 milioni di euro dal 2018. Tra i contratti, c’è anche l’acquisto del software Gotham, pensato per forze armate e intelligence. Karp, ceo di Palantir, è «il principale investitore» dell’impresa di difesa tech avviata da Mychajlo Fedorov, l’ex ministro della Difesa ucraino, con cui ha avuto una consulenza.

La resistenza europea e i casi di svolta

Nonostante la presenza di Palantir in diversi paesi, alcuni governi europei hanno iniziato a prendere distanza. In Francia, il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato la transizione verso la compagnia francese ChapsVision, dichiarando: «Vogliamo guidare la rivoluzione dell’Ia invece di subirla». Inoltre, il governo britannico ha espresso interesse per alternative nazionali a Palantir, mentre in Polonia e in Lituania i contratti con l’azienda sono stati valutati con attenzione. La Svizzera, che ha valutato diverse volte l’adozione di prodotti Palantir, ha concluso che non era il caso. L’esercito svizzero ha richiesto la capacità di far funzionare il prodotto «su un’infrastruttura di nostra proprietà, in loco», ma la richiesta è rimasta inesaudita. Palantir ha tentato di difendersi portando Republik in tribunale, ma i giornalisti hanno vinto la causa.

  • Undici governi europei hanno stipulato contratti con Palantir per un totale di 1,4 miliardi di euro.
  • La sovranità tecnologica e la gestione dei dati sensibili sono al centro del dibattito.
  • Il ministero della Difesa italiano ha acquistato software Palantir per almeno 6,2 milioni di euro.
  • La Svizzera ha rifiutato ripetutamente l’adozione di prodotti Palantir.
  • Il governo francese ha annunciato la transizione verso ChapsVision.

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