Condizioni di lavoro estenuanti e sfruttamento in una stireria a Prato
Nel cuore di Prato, una stireria-confezione ha dato luogo a un caso di sfruttamento lavoro che ha scosso le istituzioni locali. Almeno otto lavoratori, tra cui sette cinesi e un pachistano, hanno lavorato senza contratti regolari e in condizioni di sfruttamento da novembre 2023. Tra di loro, un immigrato irregolare ha denunciato le condizioni di lavoro e ha collaborato con la procura per identificare i gestori dell’impresa. La collaborazione dell’operaio pachistano è risultata decisiva per smascherare il sistema illegale. La collaborazione dei lavoratori ha permesso di identificare i responsabili.
Un sistema di sfruttamento organizzato
La procura pratese ha confermato che i lavoratori, tra cui un gruppo di imprenditori cinesi, hanno operato in un sistema di sfruttamento che includeva turni di lavoro estenuanti, mancanza di pausa adeguata e condizioni di vita inadeguate. I lavoratori, spesso in posizione di vulnerabilità, hanno lavorato tredici ore al giorno, sette giorni su sette, con dieci minuti di pausa per mangiare. Le condizioni di lavoro erano talmente gravi da mettere a rischio la salute e la sicurezza dei dipendenti. Le condizioni di lavoro erano pericolose e violavano le normative. La stireria, in cui erano presenti giacigli improvvisati, ha ospitato un sistema di promiscuità vita/lavoro. Durante un’ispezione, è stata rilevata una pericolosa condizione di promiscuità vita/lavoro: piccoli loculi nascosti da pile di scatoloni e costruiti con cartoni o compensato, adibiti a camere da letto. Fili, apparecchi elettrici, ventilatori, caricabatteria del telefono, il tutto collegato a prese multiple sovraccariche. Il rischio d’incendio era dietro l’angolo.
Le misure cautelari e la collaborazione dei lavoratori
Il gip ha emesso misure cautelari nei confronti di cinque cittadini cinesi per reati come sfruttamento del lavoro, intermediazione illecita e impiego di manodopera clandestina. Tra i misurati, un 38enne è stato indicato come amministratore formale e legale rappresentante dell’impresa oggetto d’indagine. Altri tre connazionali, tra cui un 69enne e una 64enne, sono stati sottoposti a misure interdittive per collaborare con i due imprenditori occulti. La collaborazione dei lavoratori, in particolare dell’operaio pachistano, ha permesso di smascherare il sistema illegale e di identificare i responsabili. La collaborazione dei lavoratori ha portato a misure cautelari.
Un sistema che si ripete e si rafforza
La procura ha sottolineato l’importanza della collaborazione dei lavoratori per smascherare i sistemi di sfruttamento. Da febbraio 2025, sono state registrate 225 collaborazioni di lavoratori stranieri, con 103 di loro che hanno richiesto il rilascio del permesso di soggiorno. In alcuni casi, sono state applicate misure di prevenzione e attribuiti alloggi. Le indagini sono state condotte in collaborazione con la Finanza, il Gruppo antisfruttamento dell’Asl e l’Inps di Prato. La collaborazione tra le istituzioni ha permesso di mettere in luce l’importanza della partecipazione attiva dei lavoratori per contrastare il fenomeno del sfruttamento.
La collaborazione dell’operaio pachistano ha permesso di smascherare un sistema di sfruttamento che coinvolge imprenditori cinesi e un consulente italiano per la sicurezza, indagato per concorso in falso in atto pubblico. L’uomo, perquisito, è stato trovato colpevole di aver contribuito alla formazione di falsi attestati di partecipazione ai corsi di formazione, al fine di consentire ai datori di lavoro di far apparire adempiute le prescrizioni della Asl. La collaborazione dei lavoratori è stata chiave per smascherare il sistema.



