Lorenzo, un ragazzo di 19 anni, racconta come il percorso di giustizia riparativa lo ha trasformato. «Ho trovato un nuovo scopo e sono tornato a scuola», dice. Il ragazzo, che vive a Palermo, ha vissuto un momento di riflessione e cambiamento dopo aver partecipato a un progetto che lo ha aiutato a ripensare a se stesso e al suo futuro. La sua storia è un esempio di come un percorso di giustizia riparativa possa influenzare profondamente la vita di un giovane. «Parte tutto da lì», afferma Lorenzo, sottolineando l’importanza di ogni scelta quotidiana.
Un percorso che ha stravolto la vita
Il percorso di giustizia riparativa ha rappresentato per Lorenzo un’occasione per riflettere non solo su se stesso, ma anche sulla sua generazione. «Ho realizzato in quel momento che la vita che facevo non era quella che volevo», spiega. Lavorare in un’officina di Palermo lo ha aiutato a comprendere l’importanza di avere un obiettivo e il significato del sacrificio. «Prima le mie giornate erano vuote. Ora so cosa vuol dire avere un impegno», dice. Il ragazzo ha imparato che uno sbaglio non compromette un’intera esistenza, ma che uno strappo può essere ricucito.
La fiducia verso le istituzioni resta un problema per molti italiani. Secondo un sondaggio, quattro italiani su dieci non hanno fiducia nelle istituzioni, e questo rappresenta un ostacolo al cambiamento. Lorenzo, però, sa che quando si confronta con i ragazzi, la prima barriera da superare è spesso un’altra. «Imparare a chiedere aiuto è impensabile», dice. Per lui, il primo passo per superare le barriere è imparare a chiedere aiuto.
La passione per la Bmx e un sogno condiviso
Con lo sguardo rivolto al futuro, Lorenzo insegue un sogno: trasformare la sua passione per la Bmx in un lavoro e contribuire a far crescere questo sport in Sicilia. «La Bmx è un po’ il filo conduttore della mia storia», dice. Il ragazzo ha scoperto questa disciplina ciclistica a 10 anni, quando è andato al Tribunale in piazza Vittorio Emanuele III. «Mi è piaciuto il clima di famiglia che si crea in quell’ambiente», racconta. Con i suoi amici sogna di aprire un negozio per vendere bici. «Tanti ragazzi si stanno impegnando nello stesso progetto e stiamo studiando per questo», spiega.
Dopo aver abbandonato gli studi, Lorenzo è tornato tra i banchi di scuola, ritrovando la motivazione e riscoprendo l’importanza del diploma. «Mi sono iscritto al serale, perché prendere il diploma è importante», dice. Non vuole fare l’università, ma un corso professionalizzante. Per lui, la parola “possibilità” significa proprio questo: «Avere l’opportunità di imparare e di crearmi un futuro». La famiglia ha un ruolo fondamentale nel percorso di crescita. Lorenzo riconosce un ruolo fondamentale alle persone che gli sono state accanto. «Ascolto e supporto sono aspetti che non possono mancare. Mi hanno aiutato molto», ammette. Una convinzione che riflette i dati del dossier dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, secondo cui il 92% degli italiani è convinto che ogni persona abbia il potenziale per trasformare la propria vita e contribuire al bene della collettività. Tuttavia, la fiducia verso le istituzioni, per quattro italiani su dieci, resta uno dei nodi più difficili da sciogliere.
Lorenzo rivolge un messaggio ai genitori: «AI genitori consiglierei di essere più duri, nel senso di proteggere ed essere presenti, di non lasciare vivere incontrollati i propri figli. E di parlare, perché senza il dialogo non ci si può capire». La sua storia è un esempio di come un percorso di giustizia riparativa possa aprire nuove possibilità e dare un senso alla vita di un giovane. Il suo sogno è di trasformare la sua passione in un lavoro e contribuire al futuro della sua comunità.



