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domenica 18 Ottobre 2026

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Caro affitti e borse di studio insufficienti: la protesta degli studenti siciliani

Gli studenti siciliani denunciano caro affitti e borse di studio insufficienti, con proteste a Palermo e mobilitazioni nazionali.

Con l’inizio del nuovo anno accademico, il problema del caro affitti per gli studenti universitari fuori sede torna al centro del dibattito in Sicilia. Giovanna Billitteri, coordinatrice dell’Udu di Palermo, ha espresso le preoccupazioni degli studenti durante un’intervista a Qds.it, sottolineando come le difficoltà economiche si estendano a tutta la comunità universitaria. Tra stanze che possono costare fino a 350 euro al mese, posti letto insufficienti nelle residenze universitarie e ritardi nelle graduatorie per gli alloggi, il diritto allo studio continua a fare i conti con un aumento delle sfide quotidiane. La questione è stata rilanciata anche durante il sit-in organizzato a Palermo, dove gli studenti hanno chiesto risposte alle istituzioni e maggiori investimenti da parte della Regione Siciliana.

Costi elevati e accesso limitato

Secondo la Billitteri, il costo degli affitti rappresenta un peso significativo per le famiglie e per gli studenti, che spesso si trovano a dover investire i loro soldi in modo strategico per sopravvivere. «Gli studenti e le studentesse arrancano per arrivare a fine anno quasi come un lavoratore o una lavoratrice precari, perché si tratta di dover capire dove andare a investire i propri soldi», ha spiegato la coordinatrice dell’Udu. Inoltre, nonostante le borse di studio siano un supporto importante, non sempre sono sufficienti o tempestive, con conseguenze che possono portare a scelte difficili per gli studenti.

«Ci vogliono anche 350 euro a camera e penso a tutti quei condomini o case che si trovano in zona centro storico, con gli studenti che hanno la stanza distante dalla facoltà di Giurisprudenza o da quella di Scienze politiche», evidenzia la Billitteri. Il costo delle stanze in affitto, soprattutto nelle città universitarie, rende ancora più difficile la situazione per gli studenti che devono vivere lontano da casa. Anche quando si riesce a trovare una sistemazione relativamente economica, non è detto che il prezzo comprenda tutte le spese accessorie.

Protesta a Palermo e mobilitazioni nazionali

La protesta ha trovato spazio anche a Palermo, dove gli studenti hanno organizzato un sit-in a Palazzo d’Orleans per chiedere risposte alle istituzioni e maggiori investimenti da parte della Regione Siciliana. «Le azioni messe in campo durante le iniziative di protesta hanno riguardato non solo il caro affitti, ma anche la precarietà degli studenti e delle studentesse lavoratori, dei tirocini non retribuiti o non gratuiti, del diritto allo studio mancato riguardo alle borse di studio e agli alloggi», ha sottolineato la Billitteri. La mobilitazione si estende a livello nazionale, con l’obiettivo di ottenere interventi concreti sul fronte degli affitti, delle borse di studio e dei servizi dedicati agli studenti.

Un altro aspetto critico riguarda la disponibilità degli alloggi universitari, che non riesce a soddisfare le richieste di tutti gli studenti fuori sede. «La carenza di posti letto rende ancora più difficile individuare una sistemazione sostenibile dal punto di vista economico», ha spiegato la Billitteri. Inoltre, i ritardi nelle graduatorie per gli alloggi, posticipati di una settimana per mancanza di personale, rischiano di avere ripercussioni sul riconoscimento dello status di fuori sede, un aspetto cruciale per l’accesso ai benefici per il diritto allo studio.

Per questo motivo l’Udu ha fatto una mozione per non far perdere questo status, ha precisato la coordinatrice dell’Udu di Palermo. L’obiettivo è garantire condizioni che permettano agli studenti di affrontare il percorso universitario senza dover rinunciare per ragioni economiche. L’Udu di Palermo guarda anche al confronto con le istituzioni e con gli organismi universitari, attraverso il lavoro della rappresentanza studentesca e il coinvolgimento degli organi di governance.

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