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lunedì 19 Ottobre 2026

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Politica

Il campo largo deve depurarsi per sconfiggere Meloni alle prossime elezioni

Il campo largo deve fare pulizia per sconfiggere Meloni, con attacchi a centristi e destra atlantista.

Per sconfiggere Giorgia Meloni alle prossime elezioni, il campo largo deve fare una pulizia interna, eliminando i sostenitori che contribuiscono al suo potere. Fabio Marcelli, giurista internazionale, ha sottolineato l’importanza di depurare l’opposizione da chi sostiene o elogia la politica di Meloni, soprattutto in materia di guerra in Ucraina e sanzioni alla Russia. Secondo Marcelli, il campo largo è infestato da “gonzi” e “infami” che non solo non si oppongono al governo, ma lo sostengono in modo aperto e spudorato.

La pulizia del campo largo

Marcelli ha definito come “gonzi” i membri del campo largo che non si oppongono alle politiche di Meloni, ma anzi le supportano. Tra questi, il giurista ha indicato i cosiddetti centristi, con Calenda e Renzi in testa, e la destra atlantista, sionista e filopadronale del Partito Democratico. Secondo Marcelli, questi gruppi sono i principali infiltrati che ostacolano l’opposizione e ne riducono l’efficacia. Occorre dare una bella scrollata ai gonzi, affinché si degonzifichino e depurare il campo largo dalle scorie e zavorre tossiche che lavorano per Meloni, ha scritto.

La guerra in Ucraina e il sostegno al governo

Marcelli ha sottolineato come l’appoggio alla guerra in Ucraina da parte di alcuni esponenti del campo largo sia una forma di collaborazione con il governo Meloni. Secondo lui, questa posizione non solo non è giustificabile, ma è un’azione che danneggia il popolo italiano. L’appoggio alla continuazione della guerra in Ucraina, che sotto le false vesti della solidarietà a uno Stato aggredito assume la valenza di un attentato permanente a un popolo, è una scelta che non può essere tollerata, ha affermato. Marcelli ha anche criticato il sostegno al governo israeliano di Netanyahu, che ha portato a politiche inaccettabili per il popolo italiano.

Il giurista ha sottolineato l’importanza di un’azione concreta per depurare il campo largo e permettere all’opposizione di assumere un ruolo di riferimento per il crescente malcontento sociale. “Cacciare quest’ultimo e riporlo nella pattumiera della storia, che è la destinazione inevitabile dei fascisti di ogni specie, diventa oggi, a meno di un anno dalle prossime decisive elezioni politiche, una questione di fondamentale importanza”, ha scritto. Marcelli ha anche sottolineato l’importanza di un sciopero generale nazionale contro la guerra, il genocidio e il governo Meloni, a difesa dei servizi sociali e dei redditi popolari.

Secondo Marcelli, il campo largo non può permettersi di rimanere inerte. L’esistenza di costoro offusca l’immagine dell’opposizione e le impedisce di assumere il ruolo di punto di riferimento del crescente malcontento sociale, pregiudicando la possibilità di vittoria sulle destre, anche sul piano meramente elettorale, ha concluso. La pulizia del campo largo, quindi, non è solo una richiesta, ma una necessità per il futuro del Paese.

Marcelli ha anche ricordato l’esempio del suo trisavolo, un capopolo noto per la sua franchezza e la sua capacità di coinvolgere il popolo. “Cosa c’è da capire oggi, a oltre 150 anni, grosso modo, dalle concioni del mio antenato?”, ha chiesto. L’idea di una pulizia interna, pur se aspra, è vista come necessaria per rafforzare l’opposizione e prepararsi alle prossime elezioni. L’Europa, dalla Francia all’Albania, passando per la Spagna, è in rivolta contro le politiche suicide di von der Leyen, succube delle lobby padronali, con in prima fila quelle legate agli armamenti. Anche in Italia il popolo, a partire dagli operai dell’Ilva e dagli studenti, sta cominciando ad esprimersi con nettezza. Non mancano iniziative importanti, come la proposta di legge costituzionale per la neutralità dell’Italia, per la pace e contro la guerra, quella del 30 ottobre dei lavoratori dei porti contro il traffico delle armi, e numerose altre.

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