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sabato 7 Novembre 2026

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Caritas Cremonese lancia “Pane nostro”: un polo logistico solidale per combattere la povertà alimentare

Caritas Cremonese presenta un nuovo polo logistico alimentare solidale per ridurre gli sprechi e supportare le famiglie in difficoltà.

Caritas Cremonese ha lanciato il progetto “Pane nostro”, un polo logistico alimentare solidale che trasformerà il magazzino di San Savino in un punto di riferimento per la rete caritativa del territorio. L’iniziativa, presentata ufficialmente il 7 novembre, mira a unire il recupero delle eccedenze alimentari, il sostegno alle famiglie in difficoltà e l’inclusione lavorativa, con un investimento complessivo di 165mila euro. Il 45% del finanziamento proviene dalla Fondazione Comunitaria, il 5% da donazioni e il restante da risorse proprie dell’ente e dei partner coinvolti.

Un modello di solidarietà basato sulla corresponsabilità

Il progetto si basa sul principio della corresponsabilità, considerando le persone in difficoltà come parte integrante della comunità, non semplici destinatarie di prodotti in eccedenza. Il polo sarà dotato di strutture moderne, organizzate secondo i criteri igienico-sanitari HACCP e attrezzate con una cella frigorifera per garantire la corretta conservazione degli alimenti freschi. L’obiettivo è superare l’organizzazione frammentata della distribuzione alimentare, creando una rete coordinata tra parrocchie, gruppi Caritas, San Vincenzo e realtà locali.

Il magazzino di San Savino non sarà uno sportello aperto direttamente alle persone bisognose, ma una struttura di servizio a disposizione dell’intera rete di prossimità.

Saranno i Centri d’ascolto parrocchiali, i gruppi San Vincenzo, le Opere Segno e la Caritas diocesana a mantenere il rapporto diretto con le famiglie, intercettando le loro necessità e accompagnandole verso percorsi di autonomia. Il sistema di movimentazione degli alimenti adotterà il principio della “marcia in avanti”, con tre aree distinte: ingresso e controllo, stoccaggio e preparazione degli ordini e uscita.

Un’attenzione all’inclusione sociale e alla gestione responsabile delle risorse

La digitalizzazione dei flussi garantirà la tracciabilità di ogni lotto ricevuto, aumentando la trasparenza nella gestione delle donazioni e valorizzando i benefici fiscali previsti dalla Legge Gadda. Il progetto introduce anche un elemento di inclusione sociale, attraverso l’inserimento lavorativo di persone con un passato detentivo. Grazie a percorsi formativi dedicati alla logistica, alla sicurezza e alle procedure HACCP, il progetto offrirà loro la possibilità di acquisire competenze spendibili nel mercato del lavoro, favorendo il reinserimento nella società.

Fondamentale sarà il coinvolgimento dell’intero tessuto economico e istituzionale cremonese.

Produttori locali e grande distribuzione organizzata saranno chiamati a collaborare per recuperare in modo programmato e sicuro le eccedenze alimentari o favorire cessioni a prezzi calmierati. Le associazioni di categoria potranno contribuire a sensibilizzare le imprese verso una gestione più responsabile delle risorse, mentre Comune, Provincia e altri enti territoriali saranno coinvolti nella costruzione e nel monitoraggio della rete, anche attraverso report periodici sulla situazione della povertà alimentare.

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