Ad Ancona, i pescatori hanno ridotto le ore in mare per far fronte al caro carburante, ma i prezzi del pesce non si sono ridotti. Il presidente dell’Associazione produttori pesca Ancona, Apollinare Lazzari, ha spiegato che le spese giornaliere sono praticamente raddoppiate, passando da 3mila a 6mila euro, con il 90% dovuto al costo del gasolio. La decisione di accorciare le ore di pesca è stata presa di comune accordo per limitare i costi, ma non ha influenzato i prezzi al mercato. Le seppie sono state battute a 10 euro al chilo, le mazzancolle a 6 euro, mentre il merluzzo è praticamente assente. Lazzari ha sottolineato che i prezzi al consumatore sono determinati dai commercianti, mentre quelli all’asta dipendono dalla domanda e dall’offerta. La situazione è drammatica, con i pescatori che temono di non riuscire a pagare l’Iva e i contributi Inps senza l’arrivo di aiuti ministeriali.
Costi del carburante in aumento, pescatori riducono le ore in mare
La decisione di ridurre le ore in mare è stata presa di comune accordo tra i pescatori di Ancona, dopo il fermo pesca biologico che era scattato il 31 luglio. Per i primi tre giorni, i pescherecci sono stati autorizzati a rimanere in acqua per non più di 17 ore, con uscite notturne per evitare i costi elevati del carburante. Lazzari ha spiegato che questa misura è necessaria per limitare i costi, che sono praticamente raddoppiati. «Fate conto che siamo passati da 3mila a 6mila euro di spese giornaliere, il 90% delle quali è costituito dal costo del gasolio, che nel giro di otto-nove mesi è salito da una media di 0,68 centesimi al litro a quasi 1,30 euro», ha detto. La riduzione delle ore in mare non ha però influenzato i prezzi del pesce all’asta, che restano determinati dalla domanda e dall’offerta.
Prezzi del pesce in aumento, ma non per colpa dei pescatori
Le seppie sono state battute a una media di 10 euro al chilo, le mazzancolle a 6 euro, mentre le sogliole e le pannocchie grandi hanno visto prezzi simili. Lazzari ha chiarito che i prezzi al consumatore sono determinati dai commercianti, mentre quelli all’asta dipendono dalla domanda e dall’offerta. «Tanto più pesce c’è, tanto più scende il prezzo», ha spiegato. Tuttavia, il merluzzo è praticamente assente, con Lazzari che ha sottolineato che non è ancora piena stagione, ma doveva iniziare ad essere presente. «Forse dipende dal tempo. Vedremo cosa succederà più avanti», ha detto. Anche le seppie e le mazzancolle sono state pescate in quantità inferiori rispetto all’anno scorso, con un impatto sui prezzi.
La situazione dei pescatori è drammatica, con margini di guadagno terribilmente erosi. Lazzari ha rivelato che «non c’è più liquidità», e che i pescatori si trovano in una situazione di totale insostenibilità. «Quando hai pagato il gasolio, senza cui in mare non vai, già praticamente sei a secco. Se non arrivano al più presto gli aiuti ministeriali che ci avevano promesso, questa volta rischiamo di non riuscire a pagare né l’Iva, né i contributi Inps», ha detto. La riduzione delle ore in mare non ha risolto il problema, ma ha solo limitato i danni. Lazzari ha sottolineato che la situazione potrebbe peggiorare se non si interviene, con un rischio concreto di fallimento per molti pescatori.
La riduzione delle ore in mare non ha risolto il problema, ma ha solo limitato i danni. Lazzari ha spiegato che la decisione di accorciare le ore di pesca è stata presa per limitare i costi, ma non ha influenzato i prezzi del pesce all’asta. «I prezzi al consumatore li decidono i commercianti, mentre quelli che vengono fuori durante le aste sono determinati dalla domanda e dall’offerta», ha chiarito. La situazione dei pescatori è drammatica, con i margini di guadagno terribilmente erosi dal caro carburante. Lazzari ha sottolineato che la riduzione delle ore in mare non ha risolto il problema, ma ha solo limitato i danni.



