Le coste di Messina, dopo l’impatto del ciclone Harry, attendono interventi specifici che non sono ancora arrivati. Mentre si parla di lavori eseguiti, in corso o in programma, non è stato ancora stanziato alcun fondo per interventi direttamente legati al danno causato dall’uragano. I progetti in atto, invece, sono stati concepiti in precedenza, come confermato da un’ordinanza del Comune già nel gennaio 2025. Tra i progetti in avanzato stato di realizzazione, due opere sono giunte al 90% dei lavori: la rifioritura delle barriere frangiflutti tra i torrenti Briga e Giampilieri, affidata a un’impresa di Favara, e la realizzazione di una barriera radente a Mili Moleti, con un investimento di 623.762 euro. Queste opere, però, non sono state finanziate con fondi specifici per il post ciclone, ma attraverso il Pon Metro Plus e i fondi di Protezione civile.
Interventi in corso ma senza finanziamenti diretti
Nonostante i danni causati dal ciclone Harry, il Comune ha presentato richieste per milioni di euro, che includono aree come Santa Margherita, Paradiso e San Saba. Tuttavia, al momento, queste zone dovranno attendere. L’assessore Francesco Caminiti, che segue da anni il dossier, conferma che tutti i lavori sono finanziati tramite fondi già esistenti. Inoltre, durante l’esecuzione dei lavori, è emerso un’opportunità di economia: il Comune ha adottato una variante senza aumento dei costi, riutilizzando blocchi di massi trovati nel litorale, ampliando così l’area d’intervento. Questa pratica ha permesso di estendere il raggio d’azione senza incrementare i costi.
La situazione si complica ulteriormente quando si considera che alcuni interventi, come la barriera radente a Mili Moleti, erano già in corso prima dell’arrivo dell’uragano. La barriera era danneggiata da mareggiate un anno prima, nel gennaio 2025, e il Comune aveva già individuato interventi provvisori e emergenziali. Tuttavia, non è stato possibile realizzare interventi specifici per il post ciclone, a causa della mancanza di finanziamenti dedicati. Questo scenario solleva interrogativi su come si intende affrontare il rischio di futuri eventi climatici, soprattutto in un contesto in cui le previsioni indicano un aumento della frequenza di uragani e tempeste.
Le previsioni degli esperti e la situazione climatica
Non sono tranquillizzanti gli scenari rappresentati dagli esperti di meteorologia e non solo, specie in un territorio già duramente colpito dal ciclone Harry. Il 19 e 21 gennaio scorso, il territorio è stato investito da un evento estremo che ha causato danni significativi alle coste. Mentre si cerca di riparare i danni, si prevede un aumento della frequenza di eventi estremi, legati al cambiamento climatico. La temperatura dei mari, inoltre, è in aumento, rendendo più vulnerabili le aree costiere. La situazione richiede un intervento mirato, ma finora non è stato stanziato alcun fondo specifico per i danni causati da Harry.
Il primo autunno dopo “Harry” si avvicina, ma le coste di Messina non sembrano essere ancora pronte a fronteggiare i nuovi rischi. Mentre i lavori procedono, la comunità attende risposte concrete su come sarà gestita la protezione delle aree costiere, in un contesto in cui il cambiamento climatico rappresenta una sfida sempre più urgente. Non è stato stanziato alcun fondo specifico per interventi post ciclone. Le aree come Santa Margherita, Paradiso e San Saba dovranno attendere.
- Interventi in corso ma senza finanziamenti specifici per il post ciclone
- Due opere quasi concluse: barriera radente a Mili Moleti e rifioritura delle barriere frangiflutti
- Il Comune ha adottato una variante per risparmiare costi, riutilizzando blocchi di massi
- Le previsioni degli esperti indicano un aumento di eventi estremi



