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Il Cimitero delle Fontanelle riaperto, un museo di storie e lavoro per i giovani di Napoli

Il Cimitero delle Fontanelle a Napoli riaperto, un museo di storie e lavoro per i giovani del quartiere.

Il Cimitero delle Fontanelle a Napoli, riaperto ad aprile, ha già staccato 30mila biglietti. NATO come cava di tufo e poi fossa comune durante peste e colera, custodisce 40mila teschi delle anime “pezzentelle”. Gestito dalla cooperativa La Paranza, nata nel 2006 nel rione Sanità, impiega giovani del quartiere. «Ha senso riaprire il Cimitero delle Fontanelle se a lavorarci è la gente del rione e se il beneficio dell’apertura lo riceve la comunità locale», dice Enzo Porzio, responsabile comunicazione della cooperativa.

Un luogo di vita e mistero

Questo non è un camposanto come gli altri. Il Cimitero delle Fontanelle è un luogo di vita, pieno d’anime e di mistero. Qua non ci stanno ossa e teschi, ma centinaia di storie, tanta fede, sofferenza e pure tanto amore. Qua c’è passata la peste, la fame, le guerre… ma pure la speranza, le preghiere e i “miracoli”. È il regno delle anime del Purgatorio, un posto dove la gente ancora oggi parla coi morti.

Non è un luogo che ti mette paura. Ti mette, come posso dire, un’emozione strana. Come un’attesa. Come se le anime che stanno qui, tutte anime belle, aspettano qualcosa. Che qualcuno le ascolti, che qualcuno gli dà ancora un po’ d’amore, che qualcuno gli fa una preghiera. E allora venite, venite con me. Ma non cercate di capire: certe cose non si spiegano. Provate a sentire col cuore.

Un’esperienza unica a Napoli

A Napoli il turismo culturale genera quasi 4 miliardi di euro. Ma i suoi abitanti partecipano alla cultura meno della media italiana. VITA magazine di settembre mappa 50 esperienze in cui il Terzo settore trasforma questa contraddizione in leva di cambiamento, da Scampia ai Quartieri Spagnoli. Qui a Napoli, il cimitero delle Fontanelle è un esempio di come il lavoro dei giovani possa trasformare un luogo di dolore in un museo di storie e di vita.

All’ingresso del cimitero 40mila “capuzzelle” ti guardano. Sono i teschi delle anime “pezzentelle”. Da quando ha riaperto, lo scorso aprile, sono già più di 30mila i biglietti staccati: è il primo numero che Enzo Porzio, responsabile comunicazione della cooperativa La Paranza che gestisce il sito, condivide. Un sito che per anni era stato aperto e chiuso a singhiozzo, fino alla chiusura definitiva del 2019, causata da una perdita d’acqua che aveva allarmato l’amministrazione comunale. Le Fontanelle nascono come cava di tufo che diventa fossa comune nel Seicento. Quando peste e colera uccisero 250mila napoletani, più della metà della popolazione cittadina. Ora, grazie al lavoro dei giovani del quartiere, il cimitero è diventato un luogo di incontro, di memoria e di cultura. Un posto dove si raccontano storie, si sente l’amore e si ascolta la voce del passato.

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