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lunedì 21 Settembre 2026

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Comune di Vibo Valentia chiede al Tar il rimborso dei fondi revocati

Comune di Vibo Valentia chiede al Tar il rimborso dei fondi revocati dopo l’annullamento in autotutela

Il Comune di Vibo Valentia ha deciso di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) per ottenere il rimborso dei fondi revocati, dopo che la Regione Calabria ha annullato in autotutela l’ammissione al progetto “Luce nelle periferie”. L’evento ha scatenato una reazione immediata da parte dell’amministrazione locale, che ha scelto di affidarsi a un professionista esterno per difendersi legalmente. L’annullamento è avvenuto il 1° settembre scorso, a seguito di un riesame della documentazione da parte della Commissione di Valutazione della Cittadella regionale.

La mancanza della dichiarazione del RUP ha causato l’inammissibilità

Stando agli atti, la Commissione regionale ha riscontrato l’assenza della dichiarazione del Responsabile Unico del Progetto (RUP), espressamente richiesta dall’Avviso a pena di inammissibilità. Nonostante l’amministrazione vibonese abbia inviato controdeduzioni e documentazione integrativa a fine luglio, la Regione ha confermato l’inammissibilità originaria e ha escluso la città capoluogo dalla graduatoria definitiva dei finanziamenti. La mancanza di questa dichiarazione ha reso il progetto non conforme alle normative previste.

Un ricorso al Tar per valutare la legittimità del provvedimento

Con la deliberazione n. 273, l’esecutivo guidato dal sindaco Enzo Romeo ha tracciato la strategia di difesa. Dopo aver constatato l’esclusione, la Giunta comunale si è riunita in urgenza il 15 settembre presso la delegazione di Vibo Marina. L’amministrazione ha deciso di affidarsi all’avvocato Domenico Sorace, che dovrà valutare in modo obiettivo e neutrale la tenuta giuridica del provvedimento di definanziamento regionale e verificare se sussistano i presupposti per impugnarlo. Il Comune cerca di dimostrare che il provvedimento non è conforme alle normative.

Il ricorso al Tar segue una serie di altre azioni legali avviate da altri Comuni della Calabria, come Catanzaro, Rosarno e Montalto Uffugo, che hanno contestato un’asserita disparità di trattamento per vizi procedurali e formali nell’ammissione delle domande. Questi ricorsi hanno portato alla decisione di riesaminare le domande e a una serie di annullamenti in autotutela. Il Comune di Vibo Valentia, però, non si è arreso e ha scelto di difendersi con un professionista esterno, in vista di un possibile confronto giudiziario. La situazione rappresenta un momento di tensione per l’amministrazione locale, che cerca di salvaguardare i propri interessi finanziari e giuridici. L’affidamento a un legale esterno segna un passo importante nella strategia di difesa, con l’obiettivo di ottenere un giudizio favorevole e, eventualmente, il rimborso dei fondi. La decisione di rivolgersi al Tar è un atto di determinazione.

Il caso del Comune di Vibo Valentia rappresenta un esempio di come le procedure amministrative possano portare a conseguenze significative per le amministrazioni locali. La mancanza di una dichiarazione fondamentale ha causato l’annullamento dei fondi, ma l’amministrazione non si è fermata e ha scelto di difendersi legalmente. L’affidamento a un professionista esterno è un passo strategico, che potrebbe portare a un esito positivo e a una soluzione giusta per l’ente locale. La situazione rimane in sospeso, con l’attesa del parere dell’avvocato Domenico Sorace e la prosecuzione del ricorso al Tar. Il Comune di Vibo Valentia si prepara a difendere i propri interessi, sperando in un esito favorevole che possa ripristinare i fondi revocati e garantire una corretta gestione delle risorse pubbliche.

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