La Procura di Crotone ha chiuso le indagini su un presunto giro di sfruttamento della prostituzione tra Crotone e Isola Capo Rizzuto, coinvolgendo 8 persone. L’operazione, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura, ha portato all’emissione dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Gli indagati, per la maggior parte di origine rumena e residenti a Isola Capo Rizzuto, sono accusati di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con aggravanti per violenza e intermediazione. L’inchiesta ha anche rilevato episodi di violenza sessuale e omissioni di comunicazione all’Autorità.
sfruttamento e violenza
A carico di uno degli indagati, ritenuto il vertice dell’organizzazione, figurano accuse di violenza sessuale perpetrata chiudendo a chiave la vittima. L’inchiesta ha inoltre rilevato episodi di intermediazione interna tra le donne accusate di aver percepito compensi in denaro per indirizzare clienti verso una delle vittime. L’organizzazione, denominata “Motel Pitagora”, ha gestito attività illecite attraverso la locazione di camere per prestazioni sessuali tra dicembre 2024 e febbraio 2025, con un’assenza di titoli autorizzativi rilasciati dall’autorità di pubblica sicurezza.
ruoli e struttura
Al centro del sodalizio si colloca Ionut Onoriu Nita, detto “Onorichi”, ritenuto il capo e promotore dell’organizzazione. L’uomo, chiamato dai sodali con appellativi come “Signore” o “Grande Direttore”, avrebbe impartito direttive per la gestione delle attività illecite relative alle compagne e mogli. A lui vengono contestate anche accuse di gestione della “cassa comune” e ripartizione dei proventi, nonché pianificazione dell’espansione del giro a Cosenza e Castrovillari. I suoi fratelli Benone Nita, Marcel Dumitru e Vasile Dumitru, difesi dall’avvocato Luigi Villirilli, sono accusati di partecipazione attiva all’organizzazione. Altri indagati, come Aldo Marasco e Elena Visan, sono indicati come titolari e co-gestori del “Motel Pitagora”, struttura situata a Crotone. Secondo l’accusa, hanno gestito abusivamente l’attività alberghiera senza titoli autorizzativi e hanno omesso di comunicare le generalità degli ospiti, ostacolando le attività di identificazione. L’inchiesta ha anche rilevato episodi di intermediazione tra donne e clienti, con compenso in denaro.
protezione e difesa
Lo sfruttamento sistematico ha coinvolto non solo le donne, ma anche i loro coniugi o compagne, con accuse di favoreggiamento e sfruttamento. L’avvocata Francesca Buonopane difende Ionut Onoriu Nita, mentre l’avvocato Luigi Villirilli difende i fratelli Nita e i Dumitru. L’inchiesta ha evidenziato una struttura organizzata, con un sistema di controllo e distribuzione dei proventi, che ha sfruttato la prostituzione come fonte di reddito. L’operazione “Medusa” ha portato alla chiusura delle indagini e alla definizione di responsabilità per 8 persone, con conseguenze legali e sociali per la comunità locale.



