Earth Memory, la piattaforma digitale sviluppata dall’Università Politecnica delle Marche, offre agli astronauti un modo unico per mantenere un legame con la Terra durante le missioni spaziali. Il progetto, che unisce intelligenza artificiale, realtà virtuale e patrimonio digitale, permette agli astronauti di accedere a contenuti personali, culturali e rituali significativi, riducendo l’isolamento e supportando il benessere psicofisico. Il sistema è progettato per accompagnare l’astronauta in tutte le fasi della missione, dalla preparazione sulla Terra alla vita nell’habitat spaziale, e si integra in un occhiale autonomo per garantire accessibilità e praticità.
Un progetto che unisce scienza, arte e conoscenza
Earth Memory nasce da una collaborazione tra l’Università Politecnica delle Marche e l’astronauta Walter Villadei, che ha contribuito alla definizione dei contenuti e delle funzionalità del sistema. “Andare nello spazio è un’emozione fortissima, ma gli astronauti hanno anche bisogno di portare con sé qualcosa della Terra: ricordi, immagini, sensazioni”, ha detto Villadei. Il progetto si basa sull’idea di creare un ambiente virtuale che ricrea i luoghi, i volti, i suoni e i rituali che rendono la Terra un luogo familiare, anche nello spazio. Il sistema è in grado di gestire la connessione asincrona, permettendo di ricevere nuovi contenuti dalla Terra senza interrompere il senso di continuità.
Il sistema è in grado di auto-aggiornarsi dalla Terra, ricevendo nuovi contenuti e funzionalità senza interrompere le attività dell’equipaggio. Durante la missione, l’astronauta registra riflessioni, immagini e testimonianze che arricchiscono l’archivio della missione; al ritorno, i materiali selezionati confluiscono in un patrimonio scientifico e culturale, nel pieno rispetto del consenso e della privacy. Earth Memory rappresenta un passo avanti nella ricerca universitaria, che si propone di coniugare competenze tecnologiche e scientifiche per rispondere a sfide globali.
La ricerca del Maindh Lab e il contributo di Paolo Clini
Il progetto è sviluppato dal Maindh Lab, il laboratorio dell’Università Politecnica delle Marche diretto dal Prof. Paolo Clini, specializzato nella documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio, nella ricostruzione tridimensionale, negli avatar conversazionali e nella narrazione immersiva. “Con Earth Memory abbiamo voluto immaginare uno strumento che metta al centro il benessere dell’astronauta nelle missioni spaziali a lunga durata”, ha spiegato Clini. La piattaforma è progettata per accompagnare l’equipaggio in tutte le fasi della missione, offrendo esperienze immersive che sostengono la connessione emotiva, riducono la sensazione di isolamento e favoriscono la coesione del gruppo.
Il sistema sarà integrato in un occhiale autonomo, alimentato in modo indipendente e progettato per essere inserito direttamente nella tuta SFS3 Spacewear dell’astronauta. La piattaforma è inoltre in grado di migliorare il benessere psicologico degli astronauti, grazie a un visore innovativo che supporta la connessione emotiva e la coesione del gruppo. Earth Memory dimostra come la tecnologia possa essere utilizzata per creare un legame con la Terra, anche nello spazio, contribuendo al benessere psicofisico in ambienti estremi e isolati.
Il progetto è stato presentato in occasione di BEX 2026 e ha già visto la selezione di due progettualità dall’Agenzia Spaziale Italiana come potenziali “passeggere” della missione Axiom-5. La piattaforma è in grado di ridurre l’isolamento e sostenere il benessere psicofisico degli astronauti, grazie a una combinazione di intelligenza artificiale, realtà virtuale e patrimonio digitale. Earth Memory rappresenta un esempio concreto di come la ricerca universitaria possa dialogare con il mondo dell’aerospazio, contribuendo a risolvere sfide globali attraverso innovazione tecnologica e scientifica.



