La Curia pugliese è in lutto per la scomparsa di Sua Eccellenza Bruno Musarò, arcivescovo emerito di Andrano, deceduto questa mattina all’età di 78 anni a Casa Betania dopo una lunga malattia. NATO nel 1948 a Andrano, in provincia di Lecce, don Bruno, come era chiamato da tutti, ha vissuto una vita dedicata al servizio della Chiesa e alla diplomazia vaticana, lasciando un segno indelebile nel mondo ecclesiale e politico. I funerali sono in programma domani alle 16.
Un percorso di servizio e di dialogo
La carriera di monsignor Musarò ha visto il passaggio attraverso diversi continenti e contesti complessi, dove ha svolto un ruolo di mediatore e di rappresentante della Santa Sede. Dopo gli studi nei seminari arcivescovili di Molfetta e Otranto, ha iniziato il suo servizio in Corea, Italia, Repubblica Centrafricana, Panama, Bangladesh e Spagna. Nel 1977 ha entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, un’esperienza che lo ha portato a occupare posizioni di rilievo in diversi paesi. Un momento di particolare rilevanza nella sua vita professionale è stato il suo ruolo nel tessere i rapporti tra Papa Benedetto XVI e Fidel Castro, culminati nell’incontro storico del 28 marzo 2012. Questo episodio ha messo in luce la sua capacità di dialogo e di costruzione di ponti tra mondi apparentemente distanti. Ha saputo unire la fede e la politica in un’azione di pace e di comprensione.
Un’esperienza diplomatica internazionale
Il 2 febbraio 2015, papa Francesco lo ha nominato nunzio apostolico in Egitto e delegato apostolico presso la Lega Araba, un incarico che ha visto l’arcivescovo impegnarsi nella ricostruzione dei rapporti tra Chiesa cattolica e Sunnismo, dopo l’interruzione del 2006. Il culmine di questa azione si è registrato il 23 maggio 2016, con l’incontro tra papa Francesco e il Grande Imam di al-Azhar Ahmad al-Tayyib.
Ha concluso la sua attività diplomatica in Costarica, dove ha guidato la nunziatura vaticana per quattro anni, sino all’aprile 2023, quando papa Francesco ha accettato le sue dimissioni per raggiunti limiti di età. Dopo la conclusione del suo incarico, è tornato a Andrano, dove ha continuato a essere un punto di riferimento per i parrocchiani e per le comunità vicine. Ha affrontato la malattia con dignità cristiana, circondato dall’amore della sua famiglia, e ha partecipato ai festeggiamenti in onore della patrona Maria Santissima delle Grazie, anche a distanza. La sua vita è stata un esempio di dedizione e di fede.
Un legame con la comunità
Il legame tra monsignor Musarò e la sua città natale, Andrano, è stato costante. È fratello dell’attuale sindaco di Andrano, Salvatore Musarò, e ha sempre mantenuto un rapporto forte con la comunità locale. Il feretro del presule dovrebbe essere trasferito nella tarda mattinata nella chiesa Matrice di Andrano, all’interno della quale sarà allestita la camera ardente. I funerali sono in programma domani alle 16. La morte di Bruno Musarò rappresenta una perdita per la Chiesa e per la comunità internazionale, ma anche un ricordo di una vita dedicata al dialogo, alla pace e alla fede. La sua storia è un esempio di come la diplomazia possa essere un mezzo per costruire ponti tra culture e credenze diverse.



