L’estate 2026 si è rivelata un periodo di forte crescita per il turismo nelle Dolomiti, con un aumento significativo di presenze e un’immagine di attrattività che ha conquistato i visitatori. Tuttavia, l’analisi condotta dall’Uncem tra agosto e settembre 2026 ha evidenziato una domanda molto netta: la crescita delle presenze potrebbe diventare un limite per le comunità locali. Mentre il 63,2% degli intervistati segnala un aumento di arrivi e presenze rispetto agli anni scorsi, il 27,9% ritiene che non esistano strumenti per regolare eventuali flussi eccessivi.
Richieste di miglioramento e sviluppo sostenibile
La domanda dei residenti rivela una forte richiesta di miglioramenti per rendere il turismo più sostenibile e benefico per le comunità. Il 42,2% chiede strutture ricettive più moderne e accoglienti, mentre il 41,7% si aspetta una maggiore cura dei versanti montani. Il 33,9% rileva la necessità di strade più sicure e meglio asfaltate, e il 32,8% invoca una maggiore promozione e comunicazione. Il 50,6% degli intervistati indica la necessità di una maggiore sinergia tra associazioni locali, amministrazioni e imprese per favorire un’espansione equilibrata.
Il successo del turismo non si misura solo in base al numero di visitatori, ma anche in base al valore che rimane nelle valli. L’Uncem sottolinea che il successo non può essere solo quantificato in termini di presenze, ma deve considerare la crescita delle imprese, il rafforzamento dei servizi e la generazione di occupazione. Il 73,1% degli intervistati riconosce la buona vocazione turistica del territorio, ma il 23,6% non la riconosce.
Un turismo che deve crescere senza danneggiare
Il 65,4% considera importante collaborare con tour operator e destination manager per espandere l’offerta turistica anche al di fuori dei mercati tradizionali. Il 47,8% ritiene che siano aumentati i flussi rispetto alle estati precedenti, e il 53,6% degli intervistati ha ricevuto giudizi positivi da strutture ricettive e ristoranti. Tuttavia, il 19,9% segnala valutazioni negative, segnalando la necessità di un equilibrio tra crescita e sostenibilità.
Il turismo, pur essendo un pilastro dello sviluppo, deve trovare un equilibrio tra crescita e sostenibilità. L’overtourism, in particolare nei periodi clou e nei luoghi iconici, rappresenta un problema crescente, con un impatto sulla tenuta residenziale, sociale e culturale delle valli. Il 39,7% ritiene che i comuni o le valli non abbiano beneficiato di campagne promozionali regionali o nazionali. Nonostante i flussi record, il 62,7% degli intervistati ha espresso una valutazione alta o molto alta della stagione turistica, con un voto compreso tra 4 e 5 su una scala da 1 a 5. Il 82,4% indica che il paesaggio e l’ambiente sono il valore principale del turismo, seguito da manifestazioni ed eventi, relax e silenzio, enogastronomia, sci e sport invernali, monumenti, storia e cultura.
La stagione estiva 2026 è probabilmente ricordata come un’esperienza di successo, ma anche come un periodo in cui si è dovuto affrontare le sfide del sovraccarico turistico. Il 50,6% chiede una maggiore sinergia tra le parti coinvolte, e il 27,9% ritiene che non esistano strumenti per regolare i flussi eccessivi. Il turismo, pur essendo un pilastro dello sviluppo, deve trovare un equilibrio tra crescita e sostenibilità, per non mettere a rischio la qualità di vita dei residenti e la cultura delle valli.



