La scuola italiana registra un aumento dei casi di ansia e ritiro sociale tra gli studenti, un fenomeno che ha trovato risposta con un nuovo protocollo d’intervento promosso dalla Provincia. Secondo i dati, 959 studenti, di cui 526 alle medie e 433 alle superiori, soffrono di queste problematiche, con un impatto significativo sul loro benessere e partecipazione. Il fenomeno, che ha visto un incremento negli ultimi anni, è stato definito come un “miccia” da parte del Coronavirus, ma si collega anche a un cambiamento nella società e nei rapporti familiari.
Un protocollo per gestire il disagio e promuovere il benessere
Il protocollo, sviluppato in collaborazione tra docenti, famiglie, psicologi scolastici e servizi territoriali, mira a creare contesti più inclusivi e a garantire una partecipazione scolastica serena. “Le linee guida aiutano le scuole ad affrontare un fenomeno sempre più diffuso, promuovendo il benessere psicologico e prevenendo isolamento e abbandono scolastico”, ha sottolineato il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione Marco Galateo. Secondo la dottoressa Donatella Arcangeli, primaria del Servizio Provinciale di Psichiatria e Psicoterapia dell’Età evolutiva, il documento prevede percorsi personalizzati per gli studenti in situazioni di maggiore fragilità, attraverso il Piano Didattico Personalizzato e il Patto formativo individualizzato. Il protocollo indica come favorire un clima di classe non ansiogeno, ascoltare studenti e studentesse, condividere l’osservazione dei segni di disagio e gestire in modo equilibrato verifiche e valutazione.
Un cambiamento nella gestione dei compiti e nella relazione scuola-famiglia
La diffusione di queste problematiche è legata anche a un cambiamento nella distribuzione dei compiti, che prima erano gestiti in gran parte dalle famiglie e oggi vengono delegati in parte alla scuola. Questo ha creato una maggiore pressione sui ragazzi, che si trovano a dover affrontare sfide emotive e cognitive in un ambiente che non sempre è adeguatamente supportato. La scuola deve essere un luogo in cui ogni ragazzo e ogni ragazza si sente accolto, compreso e sostenuto, ha sottolineato Galateo.
Il documento, approvato in collaborazione con il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta, rafforza la capacità della scuola di intervenire in modo tempestivo e coordinato. “La collaborazione tra docenti, famiglie, psicologi scolastici e servizi territoriali consente di costruire contesti più inclusivi e una partecipazione scolastica serena e significativa”, ha aggiunto Gullotta.
- 959 studenti soffrono di ansia e ritiro sociale
- 526 alle medie, 433 alle superiori
- Protocollo per supportare studenti e famiglie
- Collaborazione tra scuola, famiglia e servizi territoriali
Il fenomeno, che ha visto un incremento negli ultimi anni, è stato definito come un “miccia” da parte del Coronavirus, ma si collega anche a un cambiamento nella società e nei rapporti familiari. La diffusione di queste problematiche è legata anche a un cambiamento nella distribuzione dei compiti, che prima erano gestiti in gran parte dalle famiglie e oggi vengono delegati in parte alla scuola. Questo ha creato una maggiore pressione sui ragazzi, che si trovano a dover affrontare sfide emotive e cognitive in un ambiente che non sempre è adeguatamente supportato.



