Da un’esperienza in ospedale a un progetto di innovazione digitale: è la storia di Salute360, startup nata per rispondere a una domanda senza risposta. Alberto Clemenzi, uno dei fondatori, racconta come un incontro con una donna di 76 anni durante un tirocinio in medicina abbia scatenato l’idea di una piattaforma che aiuti i pazienti a orientarsi nel sistema sanitario. L’app di Salute360 integra strumenti digitali e intelligenza artificiale per facilitare il percorso di cura, collegando servizi e risorse in modo più efficiente.
Un problema di orientamento, non di accesso
La sfida principale del sistema sanitario, secondo Clemenzi, non è la mancanza di servizi, ma la frammentazione tra di essi. “Il paziente si perde, non tanto perché non ci sono gli strumenti o mancano i servizi, ma perché c’è discontinuità tra un servizio e l’altro”, spiega. Il fenomeno è reso più complesso dall’aumento della domanda di cure e dalla difficoltà di attrarre nuovi professionisti, come ha sottolineato l’Organizzazione mondiale della sanità nel giugno 2026. Salute360 si propone come una soluzione digitale per semplificare il lavoro dei professionisti e aiutare le persone a comprendere meglio il loro percorso di cura. L’app, accessibile via app e web, unisce informazioni, prenotazioni, telemedicina e gestione di ricette e farmaci in un unico spazio. L’obiettivo è creare continuità tra passaggi che spesso restano separati, riducendo il rischio di disorientamento.
Un’idea nata da un’esperienza personale
La storia di Salute360 inizia con un’esperienza in ospedale. Durante un tirocinio, Clemenzi ha incontrato una donna che aveva una prescrizione in mano ma non sapeva dove andare né a chi rivolgersi. “Non ho saputo rispondere perché non avevo nessun mezzo”, racconta. Da quel momento, l’idea di un’app che potesse aiutare i pazienti a orientarsi è diventata un progetto imprenditoriale. La donna, anni dopo, è diventata prima paziente e poi angel investor della startup.
Clemenzi, che ha studiato medicina e ha coltivato un interesse per la tecnologia fin da bambino, ha visto convergere due mondi: la scienza e la tecnologia. “Sono cresciuto in una famiglia a pane e informatica”, racconta. Il padre, ingegnere informatico, gli ha insegnato a vedere il coding come un gioco. Con gli studi in medicina, Clemenzi ha iniziato a chiedersi come gli strumenti digitali potessero intervenire proprio nei punti in cui il sistema si inceppa.
Un investimento per crescere e internazionalizzarsi
Salute360 sta finalizzando un round di investimento da 1,5 milioni di euro, con l’obiettivo di chiuderlo entro la fine del 2026. 500mila euro sono già stati raccolti, e resta aperta la ricerca del milione restante. Le risorse serviranno a consolidare la presenza in Italia, proseguire nello sviluppo tecnologico e avviare i primi passi verso l’internazionalizzazione, con la Germania tra i mercati allo studio. La startup, che ha già ricevuto l’attenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità, punta a crescere ancora, anche grazie all’ingresso di LifeGate Way nel capitale. L’ecosistema di LifeGate, dedicato allo sviluppo e all’investimento in startup a impatto positivo, ha visto in Salute360 un progetto che si allinea con la sua missione: migliorare l’accesso alla salute e la qualità della vita delle persone.



