25 aprile, il messaggio di Mattarella: la pace come pilastro della Resistenza e delle istituzioni internazionali
Il Presidente Mattarella al 25 aprile: la pace, pilastro della Resistenza e delle istituzioni internazionali. Un monito contro chi indebolisce l’unità.
In un momento storico che vede riaccendersi focolai di conflitto e tensioni internazionali, le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche hanno offerto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’occasione per un messaggio di profonda attualità. Il Capo dello Stato ha rimarcato come la pace non sia soltanto l’esito desiderabile della lotta, ma il pilastro etico e politico su cui l’intera Resistenza antifascista e antinazista si è fondata. Fu proprio il rifiuto categorico della violenza, dell’oppressione e della retorica bellicista delle dittature a innescare il desiderio di una società nuova, libera e basata sulla convivenza pacifica. Da questa visione, ha sottolineato Mattarella, sono scaturite le fondamenta per la ricostruzione post-bellica e per la creazione di un ordine mondiale che trovasse nell’Organizzazione delle Nazioni Unite e nell’Unione Europea i suoi baluardi contro la guerra. Il Presidente ha espresso una netta preoccupazione per le attuali tendenze che sembrano voler indebolire o addirittura scardinare questi processi storici di cooperazione internazionale. Ha ammonito che cercare di minare l’autorevolezza e l’efficacia delle istituzioni comuni significa disattendere la lezione più amara e preziosa della storia recente. Per contrastare efficacemente le minacce alla stabilità globale e prevenire l’escalation dei conflitti, è indispensabile un rafforzamento convinto del multilateralismo e degli organismi sovranazionali. Solo così si può sperare di costruire un futuro in cui il dialogo e il rispetto reciproco prevalgano sulla logica della forza, onorando il sacrificio di coloro che, nella Resistenza, hanno combattuto per un’Europa e un mondo di pace.
La resistenza e il diritto universale alla pace
La resistenza come difesa del diritto universale alla pace.
La lotta di Liberazione, ha ricordato Mattarella, non fu un mero conflitto armato, ma un movimento che rigettava la disumanizzazione e l’aggressione sistematica, aspirando a ristabilire la dignità di ogni persona e la sovranità delle nazioni su basi pacifiche. In quel contesto drammatico, il diritto alla pace emerse come un principio universale, un’esigenza morale e politica irrinunciabile da garantire a ogni essere umano e a ogni popolo. Dimenticare questo valore significa aprire la strada a un possibile ritorno agli errori del passato, quando l’esasperazione dei nazionalismi e l’indifferenza verso le sofferenze altrui condussero a catastrofi di proporzioni inimmaginabili. Il monito del Presidente è chiaro: è fondamentale custodire e promuovere i principi su cui si fondano le relazioni internazionali, per evitare che la storia si ripeta con nuove e dolorose tragedie.
Il messaggio del 25 aprile si estende quindi oltre la mera commemorazione, divenendo un richiamo all’impegno costante per la costruzione di una pace duratura. Mattarella ha enfatizzato che in un mondo interconnesso, la sicurezza di una nazione è intrinsecamente legata a quella delle altre, rendendo la cooperazione internazionale non un’opzione ma una necessità vitale. L’autorevolezza delle istituzioni come l’ONU e l’UE deve essere preservata e accresciuta, affinché possano fungere da garanti contro l’arbitrio e da piattaforme per la risoluzione pacifica delle controversie. La lezione della Resistenza, intesa come lotta per la liberazione dalla violenza e per l’affermazione di un ordine basato sulla pace, rimane pertanto un faro guida per le sfide del presente e per la costruzione del futuro.