La Fenice dice basta: interrotte la collaborazioni con Beatrice Venezi | L’intervista ha fatto scoppiare il caos
Beatrice Venezi non dirigerà più alla Fenice di Venezia dopo mesi di polemiche. Dichiarazioni “offensive” le sono costate il ruolo. Tutti i dettagli della vicenda.
Il Teatro La Fenice di Venezia ha ufficialmente annunciato la fine di ogni futura collaborazione con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. La decisione, comunicata dalla Fondazione, giunge al culmine di mesi di forti tensioni e proteste che avevano accompagnato la nomina di Venezi, lo scorso autunno, come futura direttrice musicale del prestigioso ente. Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha chiarito che tale scelta è stata influenzata dalle “reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione e della sua orchestra”. Questa presa di posizione segna un punto di non ritorno in una vicenda che ha diviso il mondo della musica e della cultura italiana, ponendo fine a un periodo di accese discussioni.La Fondazione ha voluto sottolineare l’incompatibilità delle parole della direttrice con i principi etici e di rispetto che regolano un’istituzione di tale levatura come il Teatro La Fenice. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha preso atto della decisione del sovrintendente Colabianchi, rimarcando l’autonomia e l’indipendenza dell’operato della Fondazione stessa. Giuli ha inoltre ribadito la sua “più completa fiducia” nel sovrintendente de La Fenice, avallando di fatto la scelta compiuta. Un epilogo atteso da molti, dopo una serie di controversie che avevano messo in luce profonde frizioni interne e un malcontento diffuso tra le maestranze del teatro, rendendo insostenibile la prosecuzione del rapporto.
Le affermazioni che hanno scatenato la rottura
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’intervista rilasciata da Beatrice Venezi al quotidiano argentino La Naciòn, pubblicata poche ore prima della comunicazione ufficiale. In tale contesto, la direttrice d’orchestra aveva espresso parole dure riguardo all’ambiente musicale italiano e, in particolare, al funzionamento delle orchestre. “Io non ho padrini”, aveva affermato Venezi, “questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio”.
Queste dichiarazioni hanno immediatamente generato una nuova ondata di indignazione, soprattutto all’interno del Teatro La Fenice. Già il giorno precedente, il sovrintendente Colabianchi aveva preso le distanze da tali affermazioni, sottolineando l’“ottima qualità” dei musicisti dell’orchestra della Fenice e manifestando il proprio disaccordo. La Fondazione ha poi ribadito, tramite una nota ufficiale, che “tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’orchestra”. Un’accusa, quella di nepotismo, che ha evidentemente superato il limite di tolleranza dell’istituzione, portando alla drastica decisione di interrompere ogni rapporto.