Un nuovo Dpcm per le agenzie di stampa
Il governo ha approvato un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) che aggiorna le regole per le agenzie di stampa di rilevanza nazionale. L’obiettivo è garantire una maggiore stabilità del lavoro giornalistico e regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale (AI) all’interno delle redazioni. Il sottosegretario Alberto Barachini ha sottolineato l’importanza di legare le risorse economiche all’occupazione stabile dei giornalisti e di introdurre obblighi chiari sull’impiego dell’AI.
Il 90% delle risorse è legato al numero di giornalisti stabili
Il Dpcm prevede che il 90% delle risorse economiche assegnate alle agenzie di stampa venga distribuito in base al numero medio di giornalisti assunti negli ultimi cinque anni con contratto a tempo pieno e indeterminato. Questo criterio punta a incentivare la stabilità del lavoro e a sanzionare le agenzie che non pagano regolarmente gli stipendi. Inoltre, la cancellazione dall’elenco delle agenzie comporta automaticamente la risoluzione del contratto con il Dipartimento.
Intelligenza artificiale come requisito organizzativo
Una delle principali novità riguarda l’introduzione dell’AI come requisito per l’iscrizione nell’elenco delle agenzie di rilevanza nazionale. Le agenzie dovranno avere una figura specializzata nell’uso dell’AI, che affianchi la direzione editoriale nel rispetto delle norme deontologiche. Tuttavia, il Dpcm non specifica titoli, formazioni o caratteristiche contrattuali di questa figura. La gestione dell’AI diventa un aspetto organizzativo obbligatorio per le agenzie. Le agenzie non paga gli stipendi perde il contratto
Il Dpcm introduce una causa specifica: saranno cancellate anche le agenzie che, durante la vigenza del contratto, non provvedono al regolare pagamento degli stipendi ai giornalisti. La cancellazione comporta automaticamente la risoluzione del contratto stipulato con il Dipartimento. Questo meccanismo punta a garantire una maggiore responsabilità e trasparenza nel settore.
Un sistema più trasparente e orientato al mercato
Il sistema distingue tra notiziari generali e servizi specialistici, permettendo alle amministrazioni di acquistare servizi anche da operatori esterni all’elenco. Essere fuori dall’elenco non significa essere esclusi dal mercato della Pubblica amministrazione. Le risorse complessive saranno definite ogni anno dal Dipartimento e non potranno superare la media delle somme assegnate alle agenzie nei tre anni precedenti. Il 90% delle risorse è legato al numero di giornalisti stabili, mentre il restante 10% è premiale. Il Dpcm consolida l’impianto della riforma del 2023, introducendo condizioni più stringenti sul lavoro e sulla trasformazione tecnologica delle redazioni. La revisione era già prevista per adeguare i requisiti alle condizioni economiche e di mercato. L’obiettivo è garantire una completa informazione attraverso la pluralità delle fonti, in un contesto segnato da profonde trasformazioni strutturali e da minacce di disinformazione.



