Anthropic ha comunicato a un gruppo ristretto di investitori che il trimestre in corso chiuderà con un utile operativo rettificato, il secondo consecutivo dopo quello di aprile-giugno 2026. La notizia arriva mentre la società, guidata da Dario Amodei, prepara la quotazione a Wall Street, con l’obiettivo di sbarcare al Nasdaq entro ottobre. Tuttavia, il dato non include i costi principali come la revenue sharing con i cloud provider e i costi di training dei modelli, che rimangono fuori dal calcolo. Il margine lordo dichiarato supera l’80%, ma non riflette la situazione reale dell’azienda.
Un utile non completo
Il margine lordo pari all’80% dichiarato oggi misura quanto Anthropic incassa per ogni dollaro di token venduto, ma non mostra quanto le resta in tasca a fine trimestre. La cifra emerge da una ricostruzione delle conversazioni riservate che Anthropic ha avuto con gli investitori, raccontata da chi ha visto la comunicazione prima che i dettagli arrivino nei documenti della quotazione. Il margine lordo che Anthropic mostra è la cifra che ha scelto di raccontare, ma non include le voci che restano fuori, come i costi di training e la revenue sharing con i cloud provider.
Un’analisi di Apollo sui bilanci dei grandi laboratori AI mette il segmento modelli e applicazioni a un margine operativo del -59%, un dato che riguarda l’intero settore e rende il margine lordo rettificato di Anthropic ancora più distante dalla fotografia che un bilancio certificato restituirebbe. Il confronto con il resto del settore aiuta a pesare la cifra, ma il margine dichiarato non è sufficiente a garantire la sostenibilità del business. Anthropic non è ancora soggetta agli obblighi di reporting della SEC, e i numeri circolano attraverso un canale informale, senza il deposito di un documento contabile pubblico.
Un rischio per i clienti
Chi sta negoziando oggi un contratto enterprise con Anthropic ha in mano la leva migliore che avrà per un po’: chiedere impegni scritti su prezzo, portabilità dei dati e continuità del servizio, finché all’azienda conviene ancora mostrarsi flessibile con i grandi clienti in vista del roadshow. Se Anthropic non riesce a mantenere questi margini nel primo trimestre da società quotata, a pagarne il conto sono i clienti enterprise che oggi firmano contratti pluriennali con un fornitore che si presenta come già in utile.
Anthropic ha già scommesso sulla diversificazione dei fornitori di calcolo per ridurre la dipendenza da un singolo cloud, con un accordo per 3,5 gigawatt di TPU Google annunciato in estate, ma restare legata a pochi grandi fornitori resta un rischio che il margine dichiarato non racconta. È proprio il costo di quei contratti a restare fuori dal calcolo, insieme a quello del training. Un’azienda che oggi dipende dal cloud quanto i suoi concorrenti non lo nasconde nei comunicati, lo lascia fuori dal numero che sceglie di mostrare.



