La Bolognina è in allarme per la protesta dei collettivi in vista dell’incontro di Fratelli d’Italia. Decine di mezzi del Reparto mobile e dei carabinieri cinturano la zona in preparazione dell’evento all’hotel Il Guercino, dove si terrà l’incontro del capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. Un centinaio di manifestanti antifascisti si sono radunati in via Albani, con pentole e fischietti per “fare rumore”, mentre alcuni portano cartelli con frasi come “La Bolognina non ti vuole” e “Contro carovita e i finanziamenti della guerra”.
La paura dei cittadini
I meloniani hanno espresso preoccupazione per il rischio che numerose persone non partecipino all’incontro per paura delle contestazioni. “Semplici cittadini rinunciano a partecipare a un incontro politico perché hanno paura delle contestazioni e delle possibili violenze dei centri sociali”, ha detto un comunicato del gruppo. La situazione è vista come inaccettabile, con accuse di limitazione della democrazia per chi non aderisce al pensiero unico della sinistra.
Manifestazioni e contestazioni
La manifestazione, con un corteo che si snoda lungo via Albani, ha visto l’intervento di una signora che ha chiesto “più polizia” durante un dibattito tra residenti e attivisti. I manifestanti, tra cui un uomo in costume da Spiderman, hanno spiegato che “servono super eroi per arrivare alla fine del mese”, riferendosi a una situazione di crisi economica. Tra i cartelli, si legge “Unici stranieri fascisti nei quartieri” e “c’è la guerra, non c’è il welfare”, con un chiaro riferimento alle politiche di spesa e alle priorità del governo.
Un attivista ha attaccato Bignami, chiedendo “chi è Bignami? Chi rappresenta?” e sottolineando che “non rappresenta le persone che abitano questo quartiere”. I manifestanti chiedono investimenti nella sanità e negli spazi di socialità, non caserme di polizia o ronde dei fascisti. “I quartieri si vivono facendo politiche sociali che danno spazio e servizi e risorse ai quartieri”, hanno urlato i partecipanti al corteo. Il corteo, dopo aver attraversato via Nicoló dall’Arca e via Franco Bolognese, si è fermato in piazza dell’Unità. I manifestanti hanno urlato “Pajaz” alla notizia che Bignami ha lasciato l’hotel Il Guercino. “Lui se n’è andato, ma i suoi amici sono ancora lì. E la Bolognina andrà lì”, hanno detto. Il traffico rimane congestionato, con autobus e macchine incolonnati, mentre la protesta continua a muoversi verso via Ferrarese.
La protesta ha visto anche l’intervento di un attivista che ha chiesto “chi è Bignami? Chi rappresenta?” e ha sottolineato che “non rappresenta le persone che abitano questo quartiere”. I manifestanti hanno anche portato cartelli con frasi come “Contro carovita e i finanziamenti della guerra” e “c’è la guerra, non c’è il welfare”, con un chiaro riferimento alle politiche di spesa e alle priorità del governo. La situazione è vista come inaccettabile, con accuse di limitazione della democrazia per chi non aderisce al pensiero unico della sinistra.
Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega, ha espresso piena solidarietà a Bignami e a Fratelli d’Italia, definendo la situazione “scandalosa”. “È inaccettabile che nel 2026 a Bologna qualcuno possa pensare di stabilire chi ha diritto di partecipare a un’iniziativa politica e chi invece debba restare a casa per paura”, ha detto. L’attivista ha anche ricordato un episodio simile avvenuto in precedenza, con attacchi a un manifesto e intimidazioni nei confronti dei partecipanti.



