Nel secondo trimestre del 2026, le compravendite residenziali in Italia si attestano a 201.596 transazioni, registrando un incremento dello 0,1% rispetto alle 201.344 del periodo dello stesso anno 2025. Secondo l’analisi di Abitare Co, basata sui dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate, il mercato mostra un aumento congiunturale del 12,2% rispetto al primo trimestre dell’anno, con un incremento di 21.941 unità. La crescita è sostenuta dall’espansione del segmento delle nuove abitazioni, che ha registrato un aumento del 30,8% rispetto al secondo trimestre 2025.
La crescita delle transazioni residenziali è guidata da Genova, che registra un aumento del 95,0%, seguita da Palermo (+72,6%), Napoli (+55,8%), Torino (+50,7%), Bologna (+36,2%) e Milano (+14,9%). Al contrario, Firenze e Roma registrano flessioni, con un calo del 18,6% e del 9,4% rispettivamente. Nelle città metropolitane, la quota del nuovo sul totale del mercato risulta più elevata a Milano con il 12,1%, seguita da Bologna con l’8,3% e Roma con il 7,8%. Inoltre, l’incidenza delle nuove costruzioni sul totale delle transazioni residenziali sale al 6,4%, contro il 6,0% del primo trimestre 2026.
Il mercato nazionale mostra una certa stabilità nonostante un freno rispetto all’anno scorso. A livello nazionale, il mercato ha frenato rispetto all’anno scorso, mantenendo tuttavia una certa stabilità grazie alla maggiore dinamicità mostrata dal segmento delle nuove costruzioni. Giuseppe Crupi, ceo di Abitare Co, ha dichiarato che i dati Omi sulle compravendite residenziali restituiscono un quadro in linea con le previsioni formulate alla fine del primo trimestre.
Nel confronto congiunturale con i primi tre mesi del 2026, l’attività aumenta in tutte e otto le città metropolitane. Bologna evidenzia l’incremento più elevato (+15,0%), seguita da Firenze (+12,9%), Torino (+11,2%), Roma (+10,3%), Milano (+10,1%), Genova (+8,3%), Napoli (+7,1%) e Palermo (+5,8%). L’andamento delle nuove costruzioni mostra una crescita del 19,1% rispetto al primo trimestre 2026, con 12.902 unità di compravendite, che rappresentano il 6,4% del mercato totale. Il quadro macroeconomico e i tassi di interesse non stimolano la domanda. In merito all’impatto del quadro macroeconomico e dei tassi, Crupi ha aggiunto che l’aumento del costo del denaro al 2,5% non contribuisce a stimolare la domanda, e quindi restano prudenti sulle previsioni di chiusura dell’anno.
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