Una studentessa cinese residente negli Stati Uniti ha denunciato una presunta truffa dopo aver investito 160mila euro in un’operazione finanziaria promessa da un uomo conosciuto a Montecarlo. La giovane, iscritta all’Università di Berkeley, avrebbe versato il denaro su nove conti cinesi dopo la promessa di un rendimento superiore al 50%. L’episodio, che ha visto l’individuazione di un cittadino cinese come indagato, è al vaglio della magistratura tarantina.
Un incontro a Montecarlo e un rapporto sentimentale
La vicenda è iniziata il 23 ottobre 2024, quando la studentessa si sarebbe imbattuta in un uomo che si presentava come imprenditore di successo con interessi in Italia. L’incontro avvenne al casinò di Montecarlo, dove i due si sarebbero conosciuti e iniziato un rapporto personale e sentimentale. Successivamente, l’uomo avrebbe proposto un investimento nel settore del cemento legato a un’operazione commerciale in Germania, promettendo un profitto superiore al 50% e la restituzione del capitale entro una settimana. La promessa di un rendimento superiore al 50% ha spinto la studentessa a versare il denaro su nove conti cinesi. La richiesta iniziale sarebbe stata di 120mila euro, ma nel dicembre 2024 la giovane avrebbe versato altri 40mila euro, sostenendo che fosse possibile ottenere condizioni più vantaggiose.
Denuncia e mancanza di risposte
Tuttavia, la restituzione promessa non sarebbe mai avvenuta. L’uomo avrebbe inizialmente continuato a rassicurare la studentessa, attribuendo i ritardi a problemi operativi e alle condizioni climatiche in Germania. Nel gennaio 2025, avrebbe riferito di essere prossimo al rientro in Cina e di aver programmato un incontro a Shanghai per restituire il denaro. Dal 12 gennaio 2025, però, la studentessa avrebbe smesso di ricevere risposte alle telefonate e ai messaggi. Rivolgendosi alla polizia cinese, la giovane avrebbe appreso che l’uomo non si trovava in Cina come le era stato riferito, maturando la convinzione di essere stata raggirata.
La giovane ha riferito di aver appreso di altre connazionali coinvolte in situazioni analoghe. Nella vicenda entra anche il territorio tarantino. Secondo le informazioni raccolte dalla persona offesa, l’indagato sarebbe stato presente tra Taranto e Leporano tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. La difesa ha presentato un’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura, richiedendo ulteriori accertamenti investigativi. Tra le richieste figurano il tracciamento dei 160mila euro e l’identificazione degli intestatari dei nove conti cinesi, oltre all’analisi delle conversazioni su WeChat.
Un altro filone d’indagine riguarda la rete di rapporti dell’indagato nella zona di Leporano e l’eventuale presenza di altri soggetti coinvolti nella movimentazione del denaro. La difesa sostiene che la presenza di una dimensione internazionale della vicenda non può tradursi in un ostacolo all’accertamento della verità, sottolineando l’importanza di verificare la destinazione delle somme e ricostruire i passaggi finanziari. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari, con l’opposizione alla richiesta di archiviazione ora all’esame del Gip Francesco Maccagnano.



