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mercoledì 16 Settembre 2026

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Deloitte: identità digitale e IA abilitano la sicurezza in tempo reale e la prevenzione delle frodi

Deloitte presenta un nuovo approccio per rafforzare la sicurezza digitale grazie all’identità digitale e all’intelligenza artificiale.


Deloitte ha presentato un nuovo studio che analizza come l’identità digitale e l’intelligenza artificiale (IA) possano rafforzare la sicurezza, individuare comportamenti sospetti in tempo reale e prevenire frodi. Lo studio, realizzato nell’ambito delle attività come Knowledge Partner del Salone della Sicurezza WeSec, promosso da ABI e in programma a Milano il 22 e 23 settembre, evidenzia come l’evoluzione digitale in Italia stia raggiungendo un punto di svolta, riducendo il divario con l’Europa. L’Italia ha raggiunto il 79,5% delle piccole e medie imprese con almeno un livello base di intensità digitale, contro il 72,8% della media EU20, secondo i dati Eurostat.

Un modello che va oltre il banking

La maturità digitale in Italia sta raggiungendo un punto di svolta, con un aumento del 7% dei pagamenti digitali nel 2025, che hanno raggiunto i 518 miliardi di euro. L’identità digitale si sta trasformando in un’infrastruttura di fiducia per l’accesso ai servizi pubblici e privati, con circa 12 milioni di utenti che hanno utilizzato la CIE per effettuare almeno un accesso online negli ultimi 12 mesi. L’evoluzione digitale si estende anche ai servizi sanitari, ai trasporti e al settore consumer, dove l’IA abilita nuovi modelli di servizio, come il triage digitale e la manutenzione predittiva delle infrastrutture.

La trasformazione dell’identità digitale

L’intelligenza artificiale rappresenta il secondo elemento della trasformazione digitale, abilitando il passaggio dalla semplice verifica dell’identità a una valutazione dinamica e continua della fiducia. Uno studio condotto su oltre 1,85 milioni di transazioni bancarie ha evidenziato una riduzione del 54% dei falsi positivi rispetto a un sistema tradizionale basato su regole statiche. L’IA permette di identificare anomalie e comportamenti sospetti in tempo reale, migliorando la sicurezza e la personalizzazione dei servizi. La diffusione di questi sistemi rende necessario un nuovo paradigma di fiducia basato su autenticità verificabile, integrità di dati e affidabilità by design.

La sfida per le organizzazioni pubbliche e private sarà costruire architetture della fiducia in cui innovazione, sicurezza e usabilità procedano insieme, integrando l’IA, l’identità digitale, i dati e la governance del rischio fin dalla fase di progettazione. Il principio della “selective disclosure” consentirà agli utenti di condividere esclusivamente le informazioni necessarie per una determinata operazione, rafforzando il controllo individuale sui propri dati.

Un’evoluzione necessaria per il futuro

Se la digitalizzazione della pubblica amministrazione rappresenta una delle principali direttrici del prossimo ciclo di trasformazione, la prossima evoluzione sarà rappresentata dall’EUDI Wallet, previsto dal regolamento eIDAS 2.0. Questo strumento estenderà il concetto di identità digitale alla gestione di attributi e credenziali verificabili come documenti, titoli di studio, patente, certificazioni e altre informazioni personali. L’evoluzione digitale in Italia, tuttavia, presenta ancora margini di miglioramento nei servizi pubblici digitali: solo il 43,5% dei cittadini italiani utilizza servizi pubblici online, contro il 66,7% della media EU20.

“La fiducia nelle interazioni”, dichiara Manuel Pincetti, Managing Partner di Monitor Deloitte, “è il prerequisito fondamentale per garantire la stabilità e lo sviluppo responsabile dei mercati digitali, soprattutto al fine di valorizzare gli investimenti in innovazione realizzati negli ultimi anni. Sostenere lo sviluppo in quest’ambito significa orchestrare diversi fattori abilitanti come infrastrutture digitali resilienti, gestione efficace dei dati, interoperabilità e sicurezza, in modo da permettere al nostro Paese di assecondare comportamenti di consumo sempre più orientati al digitale in ambito bancario e non solo.”

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