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mercoledì 16 Settembre 2026

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Cronaca

Giornalista trevigiano accusato di aver nascosto i soldi del padre morto

Giornalista trevigiano accusato di aver nascosto i soldi del padre morto, processo in corso.


Un noto giornalista trevigiano, 65 anni, è stato accusato di aver nascosto i soldi del padre morto, un’azione che ha portato la Procura a richiedere una condanna per appropriazione indebita. L’episodio si sarebbe verificato il 22 dicembre 2021 in un’abitazione di Treviso, dove un facoltoso ottantenne è stato trovato senza vita. La vicenda ha scatenato un dibattito tra famiglia, badante e autorità, con il giornalista che ha sempre sostenuto di aver preso solo 70 mila euro, non l’intero patrimonio in contanti.

Un legame forte tra badante e nonno

La badante albanese, Denis Barea, aveva un legame forte con l’anziano, tanto che si era creata una sorta di famiglia. Lei aveva gestito le necessità quotidiane del pensionato e aveva anche custodito le sue ultime volontà. Quando il giornalista è arrivato nell’appartamento, stando alle ricostruzioni, si sarebbe disinteressato della salma e avrebbe puntato dritto allo studio, dove si trovavano circa 320 mila euro in contanti. La badante, però, aveva provato a mettersi di mezzo urlando che i soldi erano destinati a lei, ma non ci sarebbe stato verso.

La Procura ha chiesto due anni di reclusione per il giornalista, accusandolo di aver nascosto i soldi del padre. I carabinieri, chiamati dalla badante, hanno recuperato il denaro ma lo hanno consegnato al figlio, ritenendolo l’avente diritto. Il legale della badante, l’avvocato Roberta Canal, ha contestato l’operato dei carabinieri, sostenendo che i soldi fossero stati minuziosamente contati e verbalizzati.

Il testamento e la sentenza

Il giornalista, assistito dall’avvocato Fabio Crea, ha sempre sostenuto una versione diversa, affermando di aver preso solo 70 mila euro. Una spiegazione che non ha però convinto i magistrati, spingendo la Procura a chiedere la condanna a due anni per l’imputato. La sentenza sarà pronunciata il 29 ottobre. Durante il dibattimento, la vicenda è stata sviscerata attraverso i racconti dei militari dell’Arma.

Il testamento olografo, pubblicato il 14 febbraio 2022, ha confermato che l’intero patrimonio dell’anziano era destinato alla badante. L’80enne era separato da anni e in rotta di collisione con il figlio, con cui aveva azzerato i contatti. Di quel fiume di contanti, però, in mano alla donna non arriverà praticamente nulla. La vicenda ha suscitato dibattiti e polemiche, con la Procura che ha spinto per una condanna, mentre il giornalista e il suo legale hanno sostenuto una versione diversa. Questo caso rappresenta un esempio unico in cui le relazioni personali e le dinamiche familiari si sono intrecciate con le questioni legali e finanziarie, creando un caso che ha attirato l’attenzione del pubblico e dei magistrati. L’episodio ha messo in luce le complessità delle eredità e delle relazioni di fiducia, con conseguenze legali e personali significative.

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