Un noto giornalista trevigiano, 65 anni, è stato accusato di aver nascosto i soldi del padre morto, un’azione che ha portato la Procura a richiedere una condanna per appropriazione indebita. L’episodio si sarebbe verificato il 22 dicembre 2021 in un’abitazione di Treviso, dove un facoltoso ottantenne è stato trovato senza vita. La vicenda ha scatenato un dibattito tra famiglia, badante e autorità, con il giornalista che ha sempre sostenuto di aver preso solo 70 mila euro, non l’intero patrimonio in contanti.
La badante albanese, Denis Barea, aveva un legame forte con l’anziano, tanto che si era creata una sorta di famiglia. Lei aveva gestito le necessità quotidiane del pensionato e aveva anche custodito le sue ultime volontà. Quando il giornalista è arrivato nell’appartamento, stando alle ricostruzioni, si sarebbe disinteressato della salma e avrebbe puntato dritto allo studio, dove si trovavano circa 320 mila euro in contanti. La badante, però, aveva provato a mettersi di mezzo urlando che i soldi erano destinati a lei, ma non ci sarebbe stato verso.
La Procura ha chiesto due anni di reclusione per il giornalista, accusandolo di aver nascosto i soldi del padre. I carabinieri, chiamati dalla badante, hanno recuperato il denaro ma lo hanno consegnato al figlio, ritenendolo l’avente diritto. Il legale della badante, l’avvocato Roberta Canal, ha contestato l’operato dei carabinieri, sostenendo che i soldi fossero stati minuziosamente contati e verbalizzati.
Il giornalista, assistito dall’avvocato Fabio Crea, ha sempre sostenuto una versione diversa, affermando di aver preso solo 70 mila euro. Una spiegazione che non ha però convinto i magistrati, spingendo la Procura a chiedere la condanna a due anni per l’imputato. La sentenza sarà pronunciata il 29 ottobre. Durante il dibattimento, la vicenda è stata sviscerata attraverso i racconti dei militari dell’Arma.
Il testamento olografo, pubblicato il 14 febbraio 2022, ha confermato che l’intero patrimonio dell’anziano era destinato alla badante. L’80enne era separato da anni e in rotta di collisione con il figlio, con cui aveva azzerato i contatti. Di quel fiume di contanti, però, in mano alla donna non arriverà praticamente nulla. La vicenda ha suscitato dibattiti e polemiche, con la Procura che ha spinto per una condanna, mentre il giornalista e il suo legale hanno sostenuto una versione diversa. Questo caso rappresenta un esempio unico in cui le relazioni personali e le dinamiche familiari si sono intrecciate con le questioni legali e finanziarie, creando un caso che ha attirato l’attenzione del pubblico e dei magistrati. L’episodio ha messo in luce le complessità delle eredità e delle relazioni di fiducia, con conseguenze legali e personali significative.
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