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L’Europa si fida della democrazia nella sfida con la Cina. Parla Scurria (FdI)

Nella competizione globale per l’intelligenza artificiale, l’Europa si fida della democrazia come forza distintiva. A parlare di questa sfida è Marco Scurria, vicecapogruppo di FdI al Senato, che rilascia un’intervista il 14 settembre 2026. L’Europa, secondo Scurria, deve scommettere sulla democrazia per contrastare l’espansione tecnologica della Cina. L’AI, infatti, non è più una tecnologia astratta, ma una realtà che entra nella vita quotidiana di tutti, con implicazioni etiche e valoriali profonde.

La democrazia come risposta all’AI

«La capacità di decidere che la persona è il centro della nostra vita e che le persone non possono essere annullate da logiche più grandi» è il punto di forza dell’Europa, afferma Scurria. In Cina, invece, il rischio è che i cittadini si trovino a vivere in un «altro tempo, oltre che in un altro spazio», come sottolinea il politico. Questo scenario potrebbe portare a un arretramento delle democrazie se non si agisce con determinazione. «Non dimentichiamo che il tema dell’intelligenza artificiale pone una questione etica e valoriale», spiega Scurria. «Le democrazie che hanno a cuore i diritti umani, la privacy individuale e i diritti delle persone devono contrapporsi a sistemi che sono meno democratici.»

Un’etica che non può essere lasciata al mercato

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso la necessità di regole globali per l’AI, sostenendo che la verità non può essere decisa dal mercato. L’Italia, con la Legge 132 del 2025, ha già iniziato a disciplinare l’AI, integrandola con il Regolamento AI Act dell’Unione Europea. «Non serve che ogni nazione faccia una sua regolamentazione», spiega Scurria. «Bene ha fatto l’Italia a disciplinare l’AI, ma è necessario un approccio sovranazionale per affrontare le conseguenze di un’innovazione che non rispetta i confini.» «Rallentare è la strada da seguire, come da allarme di Anthropic», conclude Scurria. La democrazia deve rimanere al centro della discussione, altrimenti rischiamo di perdere il controllo su una tecnologia che sta cambiando il nostro modo di vivere.

La reazione di Trump contro il rallentamento dell’AI ha messo in luce una discussione che doveva essere avviata da tempo: «La discussione su “sicurezza o potere” doveva essere avviata già da tempo», afferma Scurria. L’AI, infatti, non è più una tecnologia astratta, ma una realtà che entra nella vita quotidiana di tutti. «Oggi sappiamo che l’intelligenza artificiale conquista quasi automaticamente ambiti estensori del nostro vivere», spiega. Per questo, l’Europa deve agire con prudenza, usando tutti gli strumenti a disposizione per evitare un futuro in cui la macchina si impadronisca del controllo.

La democrazia non può essere abbandonata a un mercato che non la rispetta. È doveroso usare tutti gli strumenti a disposizione per evitare che l’AI diventi un’entità che non rispetta più i diritti delle persone.

Stefano Orsi

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