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mercoledì 16 Settembre 2026

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Legge elettorale in discussione, Casellati: “Modifica sulle firme non è nell’aria per ora”

Lavori in corso al Senato sulla riforma elettorale, opposizione per costituzionalità e frammentazione.

Aula parlamentare durante una seduta istituzionale

La riforma della legge elettorale procede in modo serrato al Senato, con l’approvazione dell’articolo 1 con 95 voti a favore e 54 contrari. La discussione, che si svolge in un clima di tensione, vede l’opposizione di gruppi parlamentari che considerano la norma incostituzionale e preoccupati per la frammentazione delle liste elettorali. La ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, ha chiarito che non sono previste modifiche al testo alla Camera, e che la modifica sulle firme non è nell’aria per ora. La legge, che prevede l’introduzione del meccanismo delle preferenze con capolista bloccati, la cancellazione della soglia per contribuire al premio e l’aumento del numero delle sottoscrizioni per i partiti non presenti in Parlamento, è al centro di un dibattito acceso.

Opposizione per costituzionalità e democrazia

Il senatore Enrico Borghi, di Italia Viva, ha sottolineato come la legge limiti l’autonomia del capo dello Stato e sia contraria alla Costituzione. “L’articolo 92 della Costituzione recita: ‘il Presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio’”, ha ricordato Borghi, aggiungendo che la legge in discussione “limita l’autonomia e la responsabilità del capo dello Stato”. Il parlamentare ha anche sottolineato che la legge potrebbe portare a una forma di governo presidenzialista, in contrasto con i principi democratici. “Noi ci opponiamo perché l’Italia è una democrazia”, ha dichiarato Borghi, che ha chiesto alla maggioranza di attendere la pronuncia della Corte Costituzionale prima di rendere operativa la norma.

Un scontro di potere e una legge in discussione

Il dibattito ha visto anche l’intervento di Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che ha definito la legge “anticostituzionale”. “Meloni ha dimenticato da dove viene”, ha detto Bonelli, sottolineando come la legge sia un tentativo di esercitare un dominio sul potere. “Non le interessa la qualità della nostra democrazia e vuole cambiare la struttura dello Stato in chiave presidenzialista”, ha aggiunto. L’opposizione ha anche respinto le proposte di modifica avanzate dai gruppi di minoranza, che hanno cercato di introdurre meccanismi digitali per la raccolta delle firme. La legge, che prevede l’esonero dalla raccolta delle firme per chi ha un gruppo in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2025, è al momento in discussione e il voto finale è previsto per domani mattina.

La riforma, composta di 9 articoli, è in corso di esame e il testo, modificato a Palazzo Madama, tornerà alla Camera. La legge, che mira a ridurre la frammentazione e a garantire una maggiore serietà nell’organizzazione delle liste elettorali, è al centro di un dibattito acceso tra chi la sostiene e chi la critica per la sua incostituzionalità. La discussione, che ha visto anche l’intervento del collega Malan, che ha sottolineato come la legge potrebbe portare alla scelta diretta del presidente del Consiglio, è in corso e il risultato potrebbe influenzare il futuro del sistema politico italiano.

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