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mercoledì 16 Settembre 2026

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La nomina del direttore Mancinelli al centro di un dibattito per mancanza di trasparenza

La nomina del direttore dell’Azienda socio-sanitaria Mancinelli è al centro di un dibattito per mancanza di trasparenza e documentazione.


La nomina del direttore dell’Azienda socio-sanitaria “G. Mancinelli” a Montelparo è al centro di un dibattito che coinvolge la minoranza consiliare e la Regione Marche. Il caso, che ha visto la sospensione della prima delibera e la conferma dell’incarico con una seconda delibera, ha suscitato domande su trasparenza e documentazione. Il capogruppo di minoranza ex sindaco Marino Screpanti ha chiesto chiarimenti su quali documenti siano stati prodotti tra la sospensione del 13 agosto e la delibera del 25 agosto. L’interrogazione regionale n. 450, depositata l’11 settembre dal consigliere Fabrizio Cesetti, ha segnalato mancate integrazioni, mancanza dell’attestazione dell’Ordine degli psicologi e pareri tecnico-contabili contrari.

La sospensione e la richiesta di integrazione documentale

Secondo gli atti regionali, il CdA del Mancinelli aveva nominato il direttore con delibera n. 15 del 13 luglio 2026, pur registrando due pareri tecnico-contabili contrari. Il presidente dell’ente avrebbe poi sospeso cautelativamente la nomina il 13 agosto, chiedendo documentazione integrativa necessaria a ottenere pareri favorevoli. La conferma dell’incarico è arrivata con la delibera n. 16 del 25 agosto. Resta da verificare, però, quali documenti siano stati effettivamente prodotti dal candidato tra la sospensione e la seconda delibera. L’interrogazione regionale afferma che il dirigente amministrativo avrebbe reiterato il parere negativo, rilevando che il curriculum non sarebbe stato integrato e non dimostrerebbe una comprovata esperienza gestionale o dirigenziale.

Le questioni aperte e la responsabilità della Regione

Le questioni aperte sono cinque, tutte documentabili: il presidente ha sospeso la nomina il 13 agosto con quali motivazioni? Quale documentazione integrativa è stata richiesta? Quella documentazione è stata prodotta prima della delibera del 25 agosto? Perché il CdA ha confermato la nomina nonostante i pareri contrari? La Regione intende avviare l’ispezione chiesta con l’interrogazione n. 450? In attesa che la Regione eserciti le proprie funzioni di vigilanza, il dibattito resta aperto.

La legge regionale n. 5 del 2008 richiede che il direttore sia “dotato della necessaria esperienza professionale e tecnica”, senza indicare un numero fisso di anni o titoli. È dunque la motivazione del CdA, insieme alla documentazione agli atti, a costituire il parametro decisivo. Il CdA ha già respinto le accuse, sostenendo che la nomina sarebbe regolare e che il parere tecnico negativo, pur obbligatorio, non è vincolante. Una posizione che trova riscontro nella giurisprudenza amministrativa, ma che non esonera l’organo dall’obbligo di motivare adeguatamente il proprio discostamento dai pareri contrari.

La richiesta di Screpanti si colloca nella domanda di trasparenza, non nella sentenza. La Regione Marche, infatti, ha il compito di verificare i requisiti e, solo in caso di gravi irregolarità accertate, procedere alla rimozione degli organi dell’Azienda. La situazione rimane in attesa di chiarimenti, con la Regione che dovrà esercitare le proprie funzioni di vigilanza. Il dibattito, come spesso accade, non è determinato dalla polemica, ma dalla trasparenza dei documenti. La minoranza consiliare, attraverso l’interrogazione regionale, ha chiesto una risposta concreta. La risposta dipende dal rispetto delle procedure e dalla disponibilità di documenti verificabili. La nomina del direttore Mancinelli, dunque, rimane un caso che mette in luce la necessità di trasparenza e di rispetto delle normative regionali.

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