Il Papa, Leone XIV, ha celebrato il suo 71° compleanno con l’inaugurazione della mostra “Aqua” della Biblioteca Apostolica Vaticana, visitabile dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027. L’evento, che si svolge nel giorno del suo compleanno, ha visto la partecipazione di giornalisti e dipendenti della Biblioteca e dell’Archivio Apostolico Vaticano. Durante la cerimonia, il Papa ha rivelato una confidenza personale: “mia madre era una bibliotecaria”, un dettaglio che ha suscitato interesse e curiosità. Inoltre, ha annunciato un Chirografo che preannuncia nuovi spazi e edifici per la Biblioteca e l’Archivio, tutti interni al Vaticano.
Entrando dal Cortile del Belvedere, i visitatori si trovano di fronte a un’installazione che sintetizza lo spirito della mostra: il dialogo tra antico e nuovo, tra libri e arte contemporanea. L’artista JR ha creato due installazioni monumentali, “Diluvium” e “Undae”, ispirate alla Bibbia illustrata di Gustave Doré. Tra le opere esposte, un esemplare del 1870 della Bibbia illustrata di Doré, appartenente alla collezione della Biblioteca del Papa, ha suscitato particolare interesse. La mostra, che fa parte del ciclo espositivo quinquennale “Catastrofe e meraviglia”, riflette una riflessione su temi come la crisi climatica e la sostenibilità ambientale, particolarmente cari al magistero del Papa.
La Biblioteca Apostolica Vaticana, con il suo patrimonio inestimabile, è un luogo di relazioni e di costruzione di ponti tra generazioni di creatori e artisti. Don Mauro Mantovani, prefetto della Biblioteca, ha sottolineato che “la Biblioteca Vaticana è un patrimonio dove si conserva e si raccoglie un patrimonio inestimabile, ma è anche un luogo di relazioni, dove si costruiscono ponti, e un porto sicuro da dove poter ripartire per nuove navigazioni”. La mostra, che si sviluppa attraverso installazioni e opere di artisti contemporanei, rappresenta un’esperienza immersiva, con un focus su temi come la conservazione del patrimonio librario e la sua interazione con l’ambiente.
La visita inizia con le riproduzioni fotografiche dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, evento emblematico per il patrimonio librario. Grazie al lavoro del Laboratorio di Restauro, i libri danneggiati sono stati salvati grazie a tecniche moderne come la congelazione e la liofilizzazione. Nelle sale seguenti, Bill Moran presenta “Letterfishes”, creature marine composte da lettere e segni paragrafematici, mentre Furio Pierangelini esplora il legame tra acqua, cucina e memoria attraverso racconti gastronomici inediti. Il cuore scientifico e simbolico della mostra è l’Aquatilum animalium historia del medico Ippolito Salviati (1557), un capolavoro che unisce sapere scientifico, arte calcografica e cultura gastronomica.
Corredano il percorso una selezione di manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane, tra cui un dente di capodoglio donato a Pio XII. Questi elementi raccontano il rapporto millenario tra acqua e conoscenza, partendo dal De re coquinaria di Apicio fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche legate al mondo acquatico. La mostra, curata da don Giacomo Cardinali, viceprefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, rappresenta un’esperienza unica, in cui antico e nuovo si incontrano per riflettere su temi di grande rilevanza per le società moderne.
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