La qualità delle cure domiciliari in Sicilia è al centro di un allarme lanciato da SAMO ETS, associazione che da oltre 25 anni si occupa di assistenza e cure palliative. Il presidente, Luigi Zancla, ha sottolineato come il malato debba sempre essere al primo posto, nonostante i rischi di un modello che privilegia l’economia a scapito della professionalità e della dignità. L’attenzione è rivolta al futuro dell’affidamento dei servizi, con il rischio che un sistema basato sulla competizione possa mettere in secondo piano la qualità della cura.
La fragilità non deve diventare business
Secondo SAMO ETS, il rischio è che una logica esclusivamente economica possa portare a una compressione dei costi e del lavoro degli operatori, con ricadute inevitabili sulla qualità dell’assistenza e sull’intero equilibrio del sistema sanitario. Non difendiamo una singola associazione, ma i pazienti, chiarisce Zancla. L’associazione sostiene che, se le istituzioni sceglieranno strumenti competitivi per affidare i servizi, dovranno introdurre criteri oggettivi, verificabili e trasparenti, in grado di valutare non solo il costo, ma soprattutto l’esperienza specifica, la qualificazione degli operatori, la continuità assistenziale e la capacità di risposta.
La cura, spiega Zancla, non si riduce a una mera prestazione sanitaria, ma implica presenza, continuità, competenza e capacità di ascolto. “Significa costruire intorno al malato un’èquipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali e operatori sociosanitari”, precisa la nota dell’associazione. La casa diventa parte integrante del percorso terapeutico, dove la persona conserva i propri affetti, le proprie abitudini e, soprattutto, la propria dignità.
Co-programmazione e co-progettazione per un sistema più sicuro
Il Codice del Terzo Settore ha individuato nella co-programmazione e nella co-progettazione gli strumenti ideali di collaborazione tra enti pubblici e organizzazioni che perseguono finalità di interesse generale. Ma, al di là dello strumento amministrativo scelto, il principio cardine deve rimanere invariato: una procedura burocratica non può diventare più importante della persona. Se il futuro dell’assistenza domiciliare passerà attraverso procedure competitive, la richiesta è quella di stabilire parametri chiari e rigorosi. “Non conta solo quanto costa un servizio, ma chi lo eroga, con quale esperienza, con quali professionisti, con quale continuità e con quali garanzie per il paziente”, si legge nella nota. La qualità deve poter essere verificata, la continuità garantita e la professionalità dimostrabile. La sfida per la Sicilia non è scegliere semplicemente il soggetto economicamente più conveniente, ma costruire il sistema più sicuro, competente e qualificato per chi ha bisogno di assistenza.



