Il nido di via Magenta a Modena è stato intitolato a Aude Pacchioni, una partigiana e ex assessora che ha dedicato la sua vita alla costruzione dei servizi sociali e alla sanità. L’approvazione della mozione, presentata dalla consigliera Anna De Lillo del Partito Democratico, è avvenuta con il sostegno delle forze di maggioranza, ma ha suscitato polemiche nell’opposizione, che ha definito la figura di Pacchioni “divisiva”. L’evento, avvenuto il 15 settembre 2026, ha acceso un dibattito su come riconoscere la memoria della Resistenza e il valore delle donne nella storia politica e sociale della città.
Un riconoscimento per la Resistenza e i servizi sociali
Aude Pacchioni, notata per il suo impegno nella Resistenza e per la sua attività politica, è stata presidente provinciale dell’Udi e assessora ai Servizi sociali e alla Sanità del comune dal 1960 al 1975. Successivamente ha ricoperto il ruolo di presidente di Anpi Modena. La sua figura è considerata centrale nella costruzione del welfare modenese e dei servizi per l’infanzia. La mozione, presentata da De Lillo e sottoscritta dalle forze di maggioranza, mira a intitolare il nido di via Magenta a Pacchioni, un gesto che intende unire la sua storia di partigina con il lavoro istituzionale.
“Intitolare un nido ad Aude Pacchioni significa tenere insieme la sua storia di donna della Resistenza e il lavoro che, nelle istituzioni, ha portato avanti per trasformare quei valori in politiche concrete”, ha dichiarato De Lillo. I nidi, spiega, sono servizi educativi fondamentali per i bambini, strumenti di sostegno alla genitorialità e una delle politiche pubbliche più concrete per l’autonomia e l’emancipazione delle donne.
La polemica e la divisione politica
L’approvazione non è stata unanime. L’opposizione ha definito Pacchioni una figura “divisiva”, un termine che De Lillo ha ritenuto inopportuno. “Dispiace ancora di più, quindi, che una figura con questa storia sia stata definita dalla destra ‘divisiva’ e che non sia stato possibile un riconoscimento condiviso da tutto il consiglio comunale”, ha sottolineato la consigliera. Per De Lillo, considerare divisiva una donna che ha partecipato alla Resistenza e ha dedicato la sua vita alle istituzioni pone una questione che va ben oltre l’intitolazione. “La memoria della Resistenza non dovrebbe essere un terreno sul quale dividersi secondo gli schieramenti attuali”, ha ribadito De Lillo. “Riconoscere il valore di chi ha combattuto il fascismo e ha contribuito alla costruzione delle nostre istituzioni democratiche significa riconoscere la storia sulla quale si fonda la Repubblica, su cui dovrebbe essere possibile ritrovarsi tutti.”
Un risultato importante per il futuro
Nonostante le polemiche, De Lillo ha sottolineato il valore del risultato ottenuto. “L’approvazione della mozione rimane comunque un risultato importante, perché permette di costruire un ponte tra generazioni”, ha concluso. “Legare il nome di Aude Pacchioni a un nido significa far conoscere la sua storia anche a chi verrà dopo di noi e ricordare che diritti, servizi e spazi di libertà di cui disponiamo oggi sono il risultato delle scelte e delle battaglie delle generazioni che ci hanno preceduto.”
La decisione rappresenta un atto di riconoscimento non solo della figura di Pacchioni, ma anche di un valore storico e sociale che intende essere tramandato alle nuove generazioni. L’intitolazione del nido di via Magenta a Aude Pacchioni è un simbolo di connessione tra passato e presente, tra l’azione politica e il servizio pubblico.



