Krillmat, startup italiana specializzata nella produzione di biomateriali sostenibili, ha sviluppato un biopolimero che può essere riciclato insieme alla plastica, un passo significativo verso una transizione più verde nel settore dei materiali. Il prodotto, chiamato ReKrill Recyclable, è stato progettato per integrarsi nei flussi convenzionali di riciclo, evitando percorsi separati di compostaggio. Questa innovazione, sostenuta da Primo Climate e finanziata con un investimento di 6 milioni di euro, rappresenta una soluzione reale per ridurre l’impatto ambientale della plastica, senza compromettere le proprietà tecniche necessarie per l’industria.
ReKrill Recyclable è un polimero 100% bio-based, ottenuto da sottoprodotti alimentari come semi, bucce e gusci, che vengono raccolti e essiccati per essere trasformati in una polvere fine. Questa viene poi miscelata con una matrice polimerica bio-based, creando un materiale che non solo è riciclabile, ma anche adatto al contatto con gli alimenti. Il risultato è un prodotto che, oltre a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, offre caratteristiche tecniche paragonabili a quelle della plastica tradizionale, come resistenza, leggerezza e versatilità.
Il materiale è in grado di mantenere l’aroma della materia prima, come l’arancia o il caffè, un aspetto che potrebbe rivelarsi cruciale per il marketing nel settore alimentare. Inoltre, ReKrill è stato testato da aziende di alto livello, tra cui Autogrill, Sanpellegrino e Comune di Milano, dimostrando la sua capacità di integrarsi nei processi produttivi esistenti. Grazie a tecnologie come estrusione, stampaggio a iniezione e soffiaggio, ReKrill può essere utilizzato in diversi settori, tra cui packaging, alimentare, cosmetico e prodotti di consumo.
La normativa europea sulle imballaggi, entrata in vigore il 12 agosto 2026, ha reso ancora più urgente la ricerca di alternative alla plastica. Il regolamento, noto come Ppwr, impone alle aziende di ridurre l’uso della plastica vergine e di aumentare la quota di materiali riciclati. Krillmat, con il suo biopolimero, risponde a questa esigenza, offrendo una soluzione che non solo rispetta le normative, ma anche le esigenze di sostenibilità e innovazione.
Con i capitali raccolti, Krillmat potrà realizzare un nuovo impianto, ampliando la capacità produttiva e la presenza nei mercati esteri. L’azienda, che già produce circa 4mila tonnellate all’anno, ha ricevuto il sostegno di Primo Climate, un fondo di venture capital italiano specializzato in tecnologie climatiche. L’investimento, parzialmente finanziato dal fondo europeo Next Generation Eu, ha visto la partecipazione anche di Algebris Investments e Crédit Agricole Italia. L’obiettivo è creare un sistema tecnologico che permetta a aziende di diversi settori di adottare soluzioni sostenibili senza dover modificare i loro processi produttivi. “Le tecnologie che scegliamo risolvono un problema ambientale, in questo caso l’uso della plastica, e al tempo stesso offrono grandi opportunità alle aziende”, ha spiegato Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate e general partner di Primo Climate. Con ReKrill, Krillmat non solo contribuisce alla riduzione dell’impatto ambientale, ma anche alla trasformazione del settore industriale, offrendo un’alternativa reale e sostenibile alla plastica tradizionale.
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