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mercoledì 16 Settembre 2026

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Cronaca

Luca Burini racconta il pestaggio a Milano: “Aggredito senza motivo, si sono fermati solo quando hanno visto il sangue”

Luca Burini racconta un pestaggio a Milano: aggredito senza motivo, si sono fermati solo quando hanno visto il sangue.

Luca Burini, direttore del settimanale Novella 2000, ha raccontato a Tgcom24 l’esperienza di essere stato pestato da un branco di ragazzi a Milano. L’episodio, avvenuto in una zona centrale della città, ha lasciato segni fisici e emotivi. “Aggredito senza motivo, si sono fermati solo quando hanno visto il sangue”, ha detto Burini, sottolineando l’assenza di un movente. L’incidente è avvenuto mentre stava fumando una sigaretta elettronica, quando tre ragazzi, non sembravano minorenni, gli hanno chiesto una sigaretta tradizionale. Da quel momento, l’atmosfera si è fatta tesa e l’aggressione è iniziata.

La violenza senza motivo

Secondo le dichiarazioni di Burini, il più alto dei tre ha iniziato l’aggressione spingendolo contro un muro, mentre gli altri due lo strattonavano e lo colpivano con ceffoni. “In tutto mi sono arrivati una ventina di pugni”, ha raccontato. L’episodio è durato diversi secondi, finché uno degli aggressori ha visto uno schizzo di sangue e ha smesso. Non c’era un motivo concreto per l’aggressione. “Hanno smesso solo quando gli è arrivato uno schizzo di sangue”, ha spiegato Burini, sottolineando l’assenza di un motivo concreto per l’aggressione.

Le conseguenze e la denuncia

Dopo l’episodio, Burini ha subito chiamato i carabinieri e si è recato in ospedale. I medici hanno effettuato una tac alla testa e un esame alla mano, che era viola. “Fortunatamente me la sono cavata con qualche giorno di prognosi e qualche punto a una palpebra”, ha detto. Dopo un periodo di osservazione, è stato dimesso. Ha espresso preoccupazione per il sistema attuale di denuncia. “Sì, sono andato subito a denunciare”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di una segnalazione tempestiva. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per il sistema attuale: “La denuncia non parta in automatico. O meglio, che parta in automatico solo in caso di prognosi superiore ai 40 giorni o per altri tipi di violenze”.

Per Burini, l’esperienza ha messo in luce un problema più ampio: “Se uno arriva in pronto soccorso con il sangue che arriva fino al bacino, come è successo a me, dovrebbe scattare in automatico la denuncia”. L’uomo ha anche espresso preoccupazione per la mancanza di controlli su chi potrebbe essere responsabile di episodi simili. “Sono pericolosi, vanno fermati”, ha detto, sottolineando l’urgenza di interventi più efficaci.

Burini ha anche espresso la sua opinione sulla responsabilità civile e sociale. “Mi sento di dire che è inutile che ci lamentiamo del problema sicurezza se non siamo i primi a voler rendere più sicure le nostre città”, ha detto. Secondo lui, è necessario che tutti, come lui, si impegnino a segnalare episodi di violenza e a contribuire a rendere le città più sicure. Ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. “Se non siamo noi i primi ad avvisare e a lanciare l’allarme quando vediamo certe scene, come pensiamo che le cose possano cambiare?”, ha chiesto, sottolineando l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.

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