Categories: Esteri

Meloni punta su Norvegia per energia e difesa in un momento geopolitico delicato

Il premier Giorgia Meloni ha deciso di volare a Oslo il 17 settembre per rafforzare la collaborazione tra Italia e Norvegia nel settore dell’energia e della difesa, in un momento geopolitico delicato. Dopo 15 anni, un premier italiano torna a visitare il Paese scandinavo, un’occasione rara e strategica per consolidare relazioni bilaterali. L’obiettivo è rafforzare la dipendenza italiana dal petrolio e gas norvegese, che rappresentano un’alternativa cruciale in un contesto di tensioni internazionali e di crisi energetica. L’Italia, che importa solo l’1,7% del proprio fabbisogno di petrolio dalla Norvegia, cerca di aumentare questa percentuale, sfruttando i buoni rapporti tra Roma e Oslo.

Un’occasione strategica per l’Italia

La Norvegia, uno dei più grandi player mondiali nel settore energetico, è al dodicesimo posto a livello mondiale tra i Paesi produttori di petrolio e al primo all’interno dell’Unione europea. AI Paesi UE fornisce il 30% del fabbisogno annuale di gas. La guerra in Ucraina e in Iran ha reso necessario un cambio di rotta, spingendo la Norvegia a trivellare in mare anche in disaccordo con l’Unione europea e con gli ambientalisti. L’Italia, che ha un’importante presenza in Norvegia con l’Eni dal 1965, cerca di sfruttare questa situazione per incrementare l’importazione di petrolio e gas, in un momento in cui i prezzi al barile impazziscono.

La Norvegia ha deciso di trivellare in mare anche in disaccordo con l’Unione europea e con gli ambientalisti. Questo ha reso il petrolio norvegese fondamentale non solo per l’UE ma anche per l’Italia. L’Italia, che finora si limitava a importare solo l’1,7% del proprio fabbisogno di petrolio dalla Norvegia, cerca di invertire questa rotta, sfruttando i buoni rapporti tra Roma e Oslo. L’Eni, presente in Norvegia dal 1965, collabora con la società norvegese Vår Energi e ha implementato l’attività estrattiva nel 2025.

Un’alleanza strategica per l’energia

Le diplomazie italiane e norvegesi sono da qualche giorno sedute allo stesso tavolo, limando una serie di intese. L’obiettivo dell’Italia, riferiscono fonti informate, è “consolidare la collaborazione bilaterale su innovazione tecnologica, difesa ed energia”. Questo significa cercare di importare più petrolio e gas dalla Norvegia, un’azione che potrebbe aiutare l’Italia a mitigare l’effetto del boom dei prezzi. La Norvegia, pur essendo leader nel campo delle energie rinnovabili, ha deciso di ridurre progressivamente le estrazioni di petrolio a partire dal 2030, ma la guerra in Ucraina e in Iran ha reso questa dichiarazione d’intenti non più attuale.

La Norvegia, con le sue riserve nazionali di petrolio sufficienti fino a fine secolo, ha deciso di trivellare in mare anche in disaccordo con l’Unione europea e con gli ambientalisti. Questo ha reso il petrolio norvegese fondamentale non solo per l’UE ma anche per l’Italia. L’Italia, che finora si limitava a importare solo l’1,7% del proprio fabbisogno di petrolio dalla Norvegia, cerca di invertire questa rotta, sfruttando i buoni rapporti tra Roma e Oslo. L’Eni, presente in Norvegia dal 1965, collabora con la società norvegese Vår Energi e ha implementato l’attività estrattiva nel 2025.

Il governo italiano, attraverso la visita di Meloni a Oslo, cerca di mandare un messaggio agli elettori: il prezzo del carburante nei distributori continua a salire all’impazzata, ma il governo prova a correre ai ripari. L’Italia, con la sua presenza in Norvegia e la collaborazione con l’Eni, ha un canale aperto per aumentare l’importazione di petrolio e gas. L’obiettivo è rafforzare la dipendenza italiana dal petrolio e gas norvegese, in un momento in cui le rotte tradizionali sono minacciate da tensioni geopolitiche. La Norvegia, con la sua posizione strategica e le sue risorse, diventa un alleato chiave per l’Italia in un contesto di crisi energetica.

Stefania Signori

Pianifica le uscite, coordina i collaboratori e segue il flusso di lavoro quotidiano della redazione.

Share
Published by
Stefania Signori

Recent Posts

Medici giordani scoprono un “topo” nell’addome durante intervento di routine

Un ragazzo di 22 anni in Giordania ha visto i medici trovare un "topo" nell'addome…

6 secondi ago

Coordinamento Nazionale Amianto: “Stop agli 80 milioni o presidio permanente”

Coordinamento Nazionale Amianto chiede stop a fondi per Fincantieri o mobilitazione permanente.

4 minuti ago

Regione Lombardia riconosce 104 attività storiche a Brescia

Regione Lombardia premia 104 attività storiche a Brescia, riconosciute per almeno 40 anni di attività…

8 minuti ago

Tony Proietto racconta l’ultimo incontro con Noemi Impellizzeri: «Era una corda, non un’arma»

Tony Proietto, unico indagato per la morte di Noemi Impellizzeri, racconta l’ultimo momento con la…

12 minuti ago

Scuola toscana senza risorse per supplenze Ata: sindacato vede una ritorsione

La Toscana esclusa dai 19 milioni per supplenze Ata: sindacato vede una ritorsione.

16 minuti ago

L’industria dell’AI si divisa: chi vuole frenare, chi no

L’industria dell’AI si divisa tra chi vuole frenare lo sviluppo e chi no, con NVIDIA…

20 minuti ago