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mercoledì 16 Settembre 2026

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Esteri

Meloni punta su Norvegia per energia e difesa in un momento geopolitico delicato

Meloni vola a Oslo per rafforzare collaborazione su energia e difesa in un momento di tensioni internazionali.

Il premier Giorgia Meloni ha deciso di volare a Oslo il 17 settembre per rafforzare la collaborazione tra Italia e Norvegia nel settore dell’energia e della difesa, in un momento geopolitico delicato. Dopo 15 anni, un premier italiano torna a visitare il Paese scandinavo, un’occasione rara e strategica per consolidare relazioni bilaterali. L’obiettivo è rafforzare la dipendenza italiana dal petrolio e gas norvegese, che rappresentano un’alternativa cruciale in un contesto di tensioni internazionali e di crisi energetica. L’Italia, che importa solo l’1,7% del proprio fabbisogno di petrolio dalla Norvegia, cerca di aumentare questa percentuale, sfruttando i buoni rapporti tra Roma e Oslo.

Un’occasione strategica per l’Italia

La Norvegia, uno dei più grandi player mondiali nel settore energetico, è al dodicesimo posto a livello mondiale tra i Paesi produttori di petrolio e al primo all’interno dell’Unione europea. AI Paesi UE fornisce il 30% del fabbisogno annuale di gas. La guerra in Ucraina e in Iran ha reso necessario un cambio di rotta, spingendo la Norvegia a trivellare in mare anche in disaccordo con l’Unione europea e con gli ambientalisti. L’Italia, che ha un’importante presenza in Norvegia con l’Eni dal 1965, cerca di sfruttare questa situazione per incrementare l’importazione di petrolio e gas, in un momento in cui i prezzi al barile impazziscono.

La Norvegia ha deciso di trivellare in mare anche in disaccordo con l’Unione europea e con gli ambientalisti. Questo ha reso il petrolio norvegese fondamentale non solo per l’UE ma anche per l’Italia. L’Italia, che finora si limitava a importare solo l’1,7% del proprio fabbisogno di petrolio dalla Norvegia, cerca di invertire questa rotta, sfruttando i buoni rapporti tra Roma e Oslo. L’Eni, presente in Norvegia dal 1965, collabora con la società norvegese Vår Energi e ha implementato l’attività estrattiva nel 2025.

Un’alleanza strategica per l’energia

Le diplomazie italiane e norvegesi sono da qualche giorno sedute allo stesso tavolo, limando una serie di intese. L’obiettivo dell’Italia, riferiscono fonti informate, è “consolidare la collaborazione bilaterale su innovazione tecnologica, difesa ed energia”. Questo significa cercare di importare più petrolio e gas dalla Norvegia, un’azione che potrebbe aiutare l’Italia a mitigare l’effetto del boom dei prezzi. La Norvegia, pur essendo leader nel campo delle energie rinnovabili, ha deciso di ridurre progressivamente le estrazioni di petrolio a partire dal 2030, ma la guerra in Ucraina e in Iran ha reso questa dichiarazione d’intenti non più attuale.

La Norvegia, con le sue riserve nazionali di petrolio sufficienti fino a fine secolo, ha deciso di trivellare in mare anche in disaccordo con l’Unione europea e con gli ambientalisti. Questo ha reso il petrolio norvegese fondamentale non solo per l’UE ma anche per l’Italia. L’Italia, che finora si limitava a importare solo l’1,7% del proprio fabbisogno di petrolio dalla Norvegia, cerca di invertire questa rotta, sfruttando i buoni rapporti tra Roma e Oslo. L’Eni, presente in Norvegia dal 1965, collabora con la società norvegese Vår Energi e ha implementato l’attività estrattiva nel 2025.

Il governo italiano, attraverso la visita di Meloni a Oslo, cerca di mandare un messaggio agli elettori: il prezzo del carburante nei distributori continua a salire all’impazzata, ma il governo prova a correre ai ripari. L’Italia, con la sua presenza in Norvegia e la collaborazione con l’Eni, ha un canale aperto per aumentare l’importazione di petrolio e gas. L’obiettivo è rafforzare la dipendenza italiana dal petrolio e gas norvegese, in un momento in cui le rotte tradizionali sono minacciate da tensioni geopolitiche. La Norvegia, con la sua posizione strategica e le sue risorse, diventa un alleato chiave per l’Italia in un contesto di crisi energetica.

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