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mercoledì 16 Settembre 2026

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Russia, minaccia per l’Europa? FdI, Lega e M5S si oppongono al “Scudo democratico” UE

Il Parlamento europeo approva un piano per contrastare le minacce esterne, ma FdI, Lega e M5S si oppongono al “Scudo democratico” per difesa della sovranità nazionale.

Il Parlamento europeo ha approvato con 420 voti a favore, 220 contrari e 26 astenuti una relazione sul cosiddetto “Scudo democratico”, un piano per contrastare le minacce esterne alla democrazia europea, tra cui la Russia. La relazione, approvata il 15 settembre 2026, indica esplicitamente la Russia come «principale minaccia per l’integrità democratica dell’Europa», considerata la mole crescente di attacchi ibridi, tra cui attacchi informatici, sabotaggi fisici, incendi dolosi, attività di spionaggio e disturbi del segnale. Tuttavia, il testo non convince tutti, in particolare i partiti italiani come FdI, Lega e M5S, che hanno votato contro la proposta, sostenendo che la creazione di un “Centro per la resilienza democratica” a Bruxelles possa minare la sovranità nazionale.

Divisioni tra i partiti italiani

Le divisioni tra i partiti italiani sono profonde, con la maggioranza che sostiene il governo di Giorgia Meloni e il Campo largo che si propone come alternativa alle prossime elezioni. Il testo del Parlamento europeo sullo “Scudo democratico” contro ingerenze straniere e disinformazione è stato approvato col sostegno del Ppe (con Forza Italia), dei Socialisti e democratici (con il Pd), di Renew Europe (con Azione) e dei Verdi (compresi quelli italiani). Contro la relazione hanno votato invece Lega (col gruppo Patrioti), Fratelli d’Italia (con Ecr) e Roberto Vannacci (che dopo l’uscita della Lega siede nel gruppo “Europa delle nazioni sovrane”). Contrari anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, così come larga parte del gruppo The Left. Mimmo Lucano e Ilaria Salis, i due eurodeputati italiani di Sinistra italiana, si sono invece astenuti.

La creazione di un “Centro per la resilienza democratica” a Bruxelles è vista come una minaccia alla sovranità nazionale. Per i partiti che hanno votato contro, la proposta rappresenta una lesione della sovranità nazionale. «Non vogliamo un’autorità europea che finisca per stabilire cosa sia democraticamente accettabile nei singoli Stati membri, né un apparato comunitario che possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica sulle realtà nazionali che non piacciono a Bruxelles», ha sottolineato l’eurodeputato Stefano Cavedagna di Fratelli d’Italia. Il partito di Meloni teme che il Centro anti-ingerenze diventi esso stesso strumento di ingerenze nelle elezioni presto da calendarizzare anche in Italia.

La difesa della sovranità nazionale

«Il prossimo anno diversi grandi Paesi europei saranno chiamati alle urne, tra cui l’Italia, la Spagna e la Francia. Le forze Conservatrici stanno crescendo ovunque e non possiamo accettare che qualcuno voglia dipingerla come impresentabile o ostacolarla tramite un “centro” pagato con i soldi dei cittadini. La sovranità appartiene alle nazioni e ai cittadini e non deve essere violata», sostiene Cavedagna.

La sovranità nazionale è vista come un valore irrinunciabile. Per i partiti che hanno votato contro, la creazione di un “Centro per la resilienza democratica” a Bruxelles potrebbe minare la sovranità nazionale. «Non vogliamo un’autorità europea che finisca per stabilire cosa sia democraticamente accettabile nei singoli Stati membri», ha sottolineato Cavedagna. Il partito di Meloni teme che il Centro anti-ingerenze diventi esso stesso strumento di ingerenze nelle elezioni presto da calendarizzare anche in Italia.

Opposta la valutazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha sottolineato: «Oggi il Parlamento europeo ha lanciato il segnale più forte possibile: saremo instancabili nella difesa delle nostre democrazie». «La guerra ibrida non si ferma alle frontiere nazionali. In un momento in cui molti cercano di seminare sfiducia e destabilizzarci, la risposta di quest’Aula è forte e chiara: non ci faremo intimidire né dividere», ha aggiunto Metsola, riecheggiando le parole pronunciate nelle scorse ore da Ursula von der Leyen e Kaja Kallas.

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