L’acquedotto Terria-Pentima, un progetto che ha suscitato dibattito fin dall’avvio del cantiere, si trova ora in una fase di stallo. La Regione Umbra, attraverso l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca, ha espresso contrarietà all’intervento proposto dal Servizio idrico integrato (Sii), che prevede la realizzazione di una nuova condotta adduttrice per collegare due pozzi di captazione a Scheggino (VN2 e VN3) al serbatoio di Terria (Ferentillo). La lettera depositata dagli atti sottolinea la mancata valutazione di alternative progettuali, un tema che ha alimentato le discussioni e ha spinto a un blocco delle procedure autorizzative.
Progetti idrici in discussione
Il progetto, che ha già il nulla osta di Auri per 6,6 milioni di euro, mira a potenziare e mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico della Conca ternana e del comprensorio Amerino, risolvendo i problemi di carenza d’acqua, soprattutto in periodo estivo. L’attuale campo pozzi di Terria non riuscirebbe a erogare la portata massima di progetto originaria (400 litri al secondo), motivo per cui l’intervento è visto come necessario per garantire un approvvigionamento stabile.
Nonostante l’interesse per l’opera, il Comune di Scheggino ha espresso preoccupazioni, richiedendo nuove e più approfondite perizie sulle conseguenze che il completamento dell’acquedotto avrebbe sul territorio. Il Comune ha anche incaricato un legale per valutare alcune questioni, tra cui quelle sismiche. Al contrario, Ferentillo, interessato in minima parte dal progetto, attende sviluppi, mentre l’Autorità umbra rifiuti e idrico (Auri) ha espresso disponibilità a sospendere le procedure autorizzative in atto per valutare alternative.
Contrarietà della Regione e richieste di confronto
La Regione ha sottolineato il divario tra il dimensionamento dell’infrastruttura realizzata nel decennio scorso (450 l/s) e la disponibilità di risorsa effettivamente emunta, per circa un quarto delle valutazioni a monte. De Luca ha quindi chiesto ai soggetti proponenti una riapertura della discussione e del confronto in sede politica, evidenziando la mancata valutazione di alternative progettuali. La lettera depositata dagli atti ha espresso la contrarietà della Giunta regionale all’intervento, a fronte di una mancata valutazione di alternative già oggetto di confronti.
La situazione ha spinto il Comune di Ferentillo, a guida Sebastiano Torlini, a non pronunciarsi in tale fase, permettendo alla Regione di entrare politicamente a gamba tesa sulla procedura. La Conferenza dei servizi, che era in programma martedì mattina, è saltata a causa delle richieste di integrazioni documentali da parte dell’ente guidato dal sindaco Luca Dottori, che non nasconde la propria contrarietà al progetto in via di autorizzazione. Non restano indifferenti gli ambientalisti, già contrari all’opera nel suo complesso. I critici sostengono che l’acqua emunta sarebbe in realtà sufficiente se si riducessero le perdite di rete, che nella provincia di Terni sono storicamente molto alte. Secondo i comitati, attingere ad altri due pozzi a Scheggino rischia di impoverire ulteriormente la portata del fiume Nera e il livello della falda idrica della Valnerina, ‘esportando’ una risorsa naturale delicata per compensare le inefficienze delle condotte cittadine.



