Il Bus Rapid Transit a Taranto si avvicina alla conclusione dei lavori, con l’ultima fase di interventi in corso per le linee blu e rossa. Il servizio, previsto per il 2027, entra nella fase finale di completamento, con l’assessore alla Mobilità Giovanni Patronelli che ha fornito un aggiornamento su ciò che resta da fare e sulle scadenze da rispettare. L’obiettivo è chiudere gli interventi entro un mese e mezzo o due mesi, con un’immagine di un progetto ormai quasi completato, ma con alcuni aspetti da ultimare.
Ultimi passaggi per l’avvio del servizio
Le attività procedono su entrambe le direttrici BRT: la Linea Blu, da Tamburi a Talsano, per 38,5 chilometri, e la Linea Rossa, da Paolo VI a Cimino, lunga 42 chilometri. I due percorsi avranno nove chilometri in comune e saranno serviti da 64 autobus elettrici snodati da 18,75 metri, prodotti dalla cinese BYD. Tra le opere più attese c’è il completamento del deposito, che «è quasi tutto terminato». Restano i pannelli dell’ultima palazzina, mentre sono già state eseguite prove di ricarica sia al deposito sia alla stazione di Circonvallazione dei Fiori.
La previsione è di chiudere gli interventi «al massimo entro un mese e mezzo-due mesi». Anche sulle pensiline il lavoro è entrato nella fase finale. Sono stati montati quasi tutti gli impianti fotovoltaici, si stanno installando i corrimano e, dopo il trattamento del cemento e la mano di primer, si procederà con monitor e componentistica elettrica. Una fermata già completata è quella nei pressi della villa Verde, dotata anche di stalli per le biciclette. Il 21 settembre è previsto un passaggio decisivo per la viabilità: il varo delle travi dei cavalcaferrovia in zona Croce, uno in via Grazia Deledda e l’altro nei pressi della stazione centrale.
Il varo delle travi incide in maniera importante e significativa, sottolinea l’assessore, secondo il quale, una volta conclusa questa operazione, le opere di completamento saranno «veramente minimali». Patronelli ha chiesto alle imprese di prestare particolare attenzione proprio alla segnaletica, soprattutto nei pressi degli istituti scolastici interessati dalle fermate BRT. «È importante che l’attraversamento pedonale delle scuole sia ben visibile», evidenzia.
Un progetto in fase avanzata
L’ultima operazione sarà l’installazione dei cordoli di delimitazione della corsia riservata, destinati a separare il percorso dei bus da quello delle automobili. Una scelta che, in questa fase, consente di lasciare ancora margini di manovra ai cittadini. «La segnaletica orizzontale relativa agli stalli e ai parcheggi non è stata ancora realizzata», spiega Patronelli, «proprio per minimizzare il disagio e permettere a tutti di parcheggiare serenamente».
Il vero punto delicato riguarda però l’energia. Per l’avvio del servizio sarà necessario che Enel garantisca l’alimentazione elettrica del deposito, con una potenza richiesta di 4,5 megawatt alla cabina di trasformazione realizzata in via Acton. «Hanno indicato ottobre, ma vedremo se i tempi saranno rispettati», dice Patronelli, spiegando che il Comune sta monitorando tutte le attività necessarie. Parallelamente dovranno essere effettuate le prove della bus priority, con la programmazione delle lanterne semaforiche e delle schede Sim che consentiranno al sistema di riconoscere il bus in avvicinamento agli incroci. La città dovrà attendere ancora qualche settimana, tra cantieri da chiudere, verifiche tecniche e interventi sul verde. In cambio, promette Patronelli, arriverà un sistema capace di collegare periferie e centro, riducendo i tempi di viaggio e offrendo un’alternativa concreta all’auto privata.



