Il Tar conferma lo sgombero dei pontili a Ognina
Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Catania ha confermato lo sgombero dei pontili a Ognina, respingendo il ricorso presentato da La Tortuga. La società concessionaria aveva chiesto l’annullamento dell’ingiunzione di sgombero emessa lo scorso primo luglio 2026 dalla Struttura territoriale dell’ambiente (Sta) di Catania, che imponeva la liberazione delle aree banchinate già concesse dall’Assessorato regionale con atto suppletivo nel 2024. La sentenza, resa il 16 settembre 2026, ha respinto la richiesta, sottolineando che l’interesse pubblico non può essere garantito mantenendo i pontili in attività, pur con l’inattività sul molo.
La decisione ha messo fine a una lunga battaglia avviata da Legambiente e dal Circolo Canottieri Jonica. L’ingiunzione di sgombero è conseguente alla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativo (Cga) del 2026, che aveva dichiarato illegittimo il parere favorevole espresso dalla Sovrintendenza per l’ampliamento del porto di Ognina. La società Tortuga aveva tentato di resistere a questa decisione, senza successo. I giudici hanno sottolineato che l’annullamento del titolo concessorio comporta la caducazione del presupposto legittimante l’occupazione del bene pubblico, rendendo necessario il ripristino della legalità.
Le conseguenze del provvedimento
La sentenza ha anche chiarito che, almeno per ora, i pontili non verranno ripristinati. L’Amministrazione ha ordinato di rimuovere le opere alla società che aveva impugnato il provvedimento, cercando di ottenere una sospensiva. L’avvocato Lino Barreca, legale del Circolo Canottieri Jonica, ha espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando che la Sovrintendenza sta valutando se mettere un vincolo paesaggistico sull’intera zona, bloccando di fatto qualsiasi attività. La sentenza ha messo nero su bianco la decisione, a scanso di equivoci.
La vittoria è stata riconosciuta a tutti coloro che avevano contestato l’ampliamento della concessione. Nonostante il rispetto per la decisione, la sentenza non esclude l’ipotesi di una nuova concessione dei pontili. Tuttavia, questa potrebbe avvenire solo dopo che la Sovrintendenza avrà stabilito cosa fare, eventualmente apponendo un vincolo sull’intero golfo. I giudici hanno chiarito che, sebbene l’Amministrazione possa decidere in futuro di riavviare un nuovo procedimento amministrativo, il provvedimento già annullato non potrà essere considerato come base per un nuovo titolo concessorio.
La sentenza ha anche sottolineato che l’annullamento giurisdizionale del titolo concessorio avente ad oggetto una determinata zona demaniale comporta, dunque, quale logica conseguenza, “la caducazione del presupposto legittimante l’occupazione del bene pubblico. Ne consegue – sostengono i giudici – che l’ingiunzione di sgombero e di ripristino dei luoghi costituisca un atto dovuto e vincolato, finalizzato al ripristino della piena disponibilità del bene in favore dell’Amministrazione proprietaria, senza necessità di una specifica motivazione sull’interesse pubblico ulteriore rispetto a quello insito nel ripristino della legalità violata”. La decisione del Tar ha messo fine a una lunga battaglia, con un chiaro rispetto per la legalità e per la tutela del demanio marittimo. Il Comune di Catania, tra gli altri, ha espresso intenzioni diverse per quei luoghi, che potrebbero portare a nuove decisioni in futuro.



